Politica

Reggio Calabria, il flop di Vannacci: il centrodestra stravince e il centrosinistra si interroga

Il forte vento di tramontana che avrebbe dovuto stravolgere il panorama politico della provincia di Reggio Calabria si è trasformato in un piacevole ponentino che non ha prodotto quegli stravolgimenti che si augurava il generale Vannacci. Perchè si è dato tanto peso ad una elezione di piccole dimensioni che ha visto andare alle urne solo il 24 per cento degli aventi diritto? Per il semplice fatto che per la prima volta si presentava al voto il generale Vannacci che i sondaggi premiavano come terza forza dopo Pd e 5 Stelle. E’ avvenuto che Futuro Nazionale ha fatto flop nonostante avesse strappato al centro destra un esponente di spicco di Forza Italia, quel Domenico Giannetta che avrebbe dato a Cesare a quel che Cesare meritava.

Il centrodestra stravince, Futuro Nazionale al 10 per cento

I dati, invece, hanno inferto più che un ceffone al generale: il centro destra ha stravinto: il suo candidato Fabio Roscioli, ha distanziato di ben tredici punti il candidato di un campo che più largo di così non si poteva presentare. Francesco Benedetto, questo il suo nome, ha dimostrato ancora una volta che l’asse Conte Schlein (ammesso che esista) è stato strabattuto.Quasi come fanalino di coda ecco apparire il politico che Vannacci aveva strappato agli “eredi” di Silvio Berlusconi per mutare la provincia di Reggio in una nuova Sassonia. Con un risicato 10 per cento, Domenico Giannetta è arrivato al traguardo senza che il panorama fosse diverso da prima. I perdenti insorgono, dicono che le preferenze sono andate al di là di qualsiasi aspettativa e non c’è stato quindi nessun flop. Anzi si dovrebbe parlare di una sorpresa. Il fatto è che quei “tanti voti” che Giannetta ha ottenuto “sono fasulli”, sostiene Roberto Ricchiuto, il presidente della regione. E ne spiega il perchè: molte di quelle preferenze sono le stesse che Giannetta già prendeva nel suo territorio. Quindi, facendo un semplice calcolo aritmetico, Vannacci avrebbe preso da solo un risicato tre per cento.

I sondaggi, il centrosinistra e le conseguenze politiche

Che cosa rispondono i sondaggisti che troppo in fretta hanno dato al generale la percentuale dell’otto per cento in grado di essere l’ago della bilancia sia per la destra che per la sinistra? E’ accaduto, invece, che se si rileggono con attenzione i risultati calabresi, il centrosinistra non avrebbe vinto nemmeno con l’aiuto di Futuro Nazionale. Se non è uno schiaffone, come lo si può definire? E’ successo, infatti, che alla prima verifica con il voto popolare, il grande balzo in avanti del suo partito ha innestato la retromarcia. La senatrice Stefania Craxi, figlia di tanto nome, è impietosa. Ai giornalisti che le chiedono un commento risponde sorridendo: “Quando il centro destra è unito, Vannacci non esiste”.

“C’è solo il centro destra”, titola in prima pagina Il Secolo d’Italia, il giornale della premier. La stampa di sinistra ignora quasi l’elezione con piccoli richiami che scompaiono dinanzi ad altre scelte dei propri direttori. Che cosa sarebbe successo se Vannacci avesse fatto perdere la maggioranza? Si sarebbe parlato di un altro tracollo, dell’ennesima brutta figura di Giorgia Meloni giunta al capolinea. “Quante spallate servono per farle capire che deve dimettersi per far posto all’attuale minoranza?” Di elezioni politiche anticipate se ne parlerà con minore impegno: non solo perchè il generale ha dimostrato che conta assai meno di quanto sostenevano i sondaggi, ma anche perchè la grande alleanza della sinistra mostra le sue crepe. Giuseppe Conte ed Elly Schlein sono sempre più lontani, il grande sogno della segretaria del Pd sembra svanire perchè il leader dei pentastellati è ancora più convinto che in caso di primarie, straccerebbe la rivale. La poltrona di Palazzo Chigi spetta a lui e soltanto a lui, forte delle esperienze del passato.

I malumori nel Pd e il futuro del centrosinistra

Ecco la ragione per la quale i riformisti del Pd diventano ogni giorno più inquieti. Dicono che la Schlein non riuscirà mai a vincere pure se le primarie non dovessero tenersi. I suoi discorsi sono ambigui, cerchiobottisti: non vuole scontentare nessuno e finisce con l’avere poche chanches rispetto a chi ogni giorno se ne inventa una pur di apparire. Se la Schlein dovesse alzare bandiera bianca che cosa accadrebbe? E’ quello che i riformisti del Pd sperano per andare alla ricerca di un federatore che possa riportare tranquillità in un ambiente lacerato da tante correnti. Inutile nasconderlo anche se può sembrare un controsenso: i dem speravano molto in Vannacci che avrebbe potuto spaccare la destra e aprire un portone alla sinistra. Le elezioni suppletive della provincia di Reggio hanno dimostrato il contrario, tanto che oggi a piangere potrebbero essere in due: lontanissimi da un punto di vista ideologico, assai vicini per un futuro diverso. Con la f minuscola, naturalmente.

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Bruno Tucci