Fratoianni, Conte, Schlein e Bonelli insieme (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Nel pomeriggio di ieri è stata pubblicata una foto che ritrae insieme i quattro leader del campo largo: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Pd, M5s e Avs. I vertici dei tre partiti hanno annunciato di essere al lavoro per elaborare un programma comune e nel condividere la foto hanno detto: “Al lavoro. Per cambiare l’Italia. Segnatevi queste date: 8 e 15 luglio. Ci vediamo presto!” L’annuncio riguarda due iniziative pubbliche che si terranno insieme ai cittadini in quelle due date, con lo scopo di iniziare a mettere a punto le priorità programmatiche.
Nella foto manca però Matteo Renzi che non è stato invitato. La Schlein che fa da federatrice ha annunciato di voler fare altri confronti invitando i centristi, ossia l’altra gamba della coalizione che si candida a governare l’Italia. Il leader di Italia Viva ha voluto tuttavia replicare a chi ha fatto notare la sua mancanza e su X, a proposito dell’iniziativa del campo largo, ieri ha scritto: “Per tutto il pomeriggio i giornalisti ci hanno chiamato chiedendo se siamo arrabbiati perché non siamo nella foto di Schlein, Bonelli, Conte, Fratoianni. E perché dovremmo essere arrabbiati? Non siamo in quella foto perché non facciamo parte di questo gruppo di sinistra-sinistra che ha un consenso importante nel Paese, ma insufficiente a vincere e insufficiente a governare”.
Renzi è tornato sulla questione anche oggi e nella sua Enews ha spiegato ancora: “Noi siamo un’altra cosa e pensiamo che senza una componente riformista la sinistra non vincerà mai. Però davanti al governo Meloni-Salvini-Vannacci pensiamo che sia giusto costruire un’alleanza programmatica. Ci proveremo, fino alla fine. Non saremo mai come i protagonisti di questa foto ma possiamo fare un accordo sui contenuti per evitare che rivinca la peggiore destra che l’Italia abbia mai avuto”.
“La destra di Trump in Italia ha il volto di Giorgia Meloni. Lei ha vinto col 26% perché la sinistra si è divisa. Se la sinistra rimane unita, vince. Se la sinistra si divide, vince la Meloni. Per questo io non raccolgo le polemiche – anche in queste ore – da parte di chi pensa di essere autosufficiente. Nel 2022 il centrosinistra si è diviso ed ha perso: ora bisogna voltare pagina. Io lavoro per unire il centrosinistra e dividere il centrodestra. Se qualcuno vuole fare come nel 2022 o come alle regionali in Liguria mettendo veti, magari per mandare la destra non solo a Chigi ma anche al Quirinale, lo spiegherà ai cittadini: noi saremo presenti sulle schede elettorali come centrosinistra. Sperando che ci sia un solo centrosinistra. Sono stato a Bologna alla festa di Repubblica: 3.000 persone in piazza e un grande entusiasmo. Peraltro nemmeno un fischio verso di me, e non era scontato: il nostro popolo vuole unità, unità, unità”.