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Revocate le sanzioni Usa a Francesca Albanese. Parigi dice no alla cittadinanza onoraria

Gli Stati Uniti hanno revocato le sanzioni nei confronti di Francesca Albanese, la relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati, dopo una decisione del tribunale federale di Washington che ha sospeso i provvedimenti adottati dall’amministrazione Trump nel luglio 2025. La rimozione dalla lista nera del Dipartimento del Tesoro pone fine, almeno temporaneamente, al blocco globale che impediva ad Albanese di utilizzare carte di credito e compiere transazioni bancarie internazionali.

Il giudice Richard Leon del District of Columbia ha accolto la richiesta di un’ingiunzione preliminare, sostenendo che le sanzioni avrebbero probabilmente violato i diritti garantiti dal Primo Emendamento della Costituzione americana. Nel provvedimento, il magistrato ha scritto che “la tutela della libertà di parola è ‘sempre’ nell’interesse pubblico”, sottolineando come le misure sembrassero colpire direttamente le posizioni espresse dalla funzionaria ONU contro Israele.

Dal 2022 Albanese è relatrice speciale ONU sui territori palestinesi e negli ultimi anni ha accusato Israele di “genocidio” e di “violazioni dei diritti umani a Gaza”, arrivando anche a segnalare alcuni dirigenti israeliani alla Corte Penale Internazionale, tra cui il premier Benjamin Netanyahu. Accuse respinte con forza dal governo israeliano.

Nel luglio 2025 il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva annunciato le sanzioni definendo Albanese responsabile di “antisemitismo sfacciato”, di “sostegno al terrorismo” e di un aperto “disprezzo nei confronti degli Stati Uniti, di Israele e dell’Occidente”. La relatrice ONU aveva respinto tutte le accuse, negando ogni forma di antisemitismo e contestando l’equiparazione tra le sue critiche a Israele e il sostegno ai gruppi terroristici.

Intanto a Parigi il Consiglio comunale ha respinto la proposta avanzata da La France Insoumise di conferire ad Albanese la cittadinanza onoraria della capitale francese. La mozione è stata bocciata con 76 voti contrari e 48 favorevoli, grazie ai voti di MoDem, Renaissance, socialisti e repubblicani, mentre Verdi, comunisti e La France Insoumise si sono espressi a favore.

Durante il dibattito è intervenuto anche Sandro Gozi, consigliere comunale parigino ed eurodeputato di Renew Europe. “La cittadinanza onoraria di Parigi non può diventare uno strumento militante né un simbolo di radicalizzazione politica”, ha dichiarato. Gozi ha poi definito “gravissime” alcune dichiarazioni di Albanese sul conflitto israelo-palestinese e sul 7 ottobre, chiedendosi: “Si può davvero contestualizzare il terrorismo? Si può relativizzare la barbarie?”. Secondo l’eurodeputato, “conferire questa onorificenza sarebbe stato un errore morale, politico e storico”.

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Gianluca Pace