Riarmo europeo, boom della spesa: 547 miliardi entro il 2029. Gli Stati ascoltano più Trump che Leone (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Il riarmo europeo, cioè il massiccio finanziamento della spesa nel settore della difesa in vista di una più ingente e moderna dotazione bellica, è già una realtà, a prescindere dalle irrealistiche intimazioni trumpiane e a dispetto degli accorati appelli alla prudenza di cui il Papa è il più autorevole interprete (“attenti all’illusione del riarmo”, l’esortazione di queste ore ai leader dell’Unione).
Gli Stati membri dell’Ue (ognun per sè perchè il vincolo comunitario non prevede una difesa comune, delegata all’Alleanza atlantica) hanno raggiunto livelli di spesa per la difesa “senza precedenti” negli ultimi 30 anni.
Lo si evince dal primo rapporto annuale sulla prontezza della difesa, redatto dall’Agenzia europea per la difesa (Eda) con il contributo della Commissione europea e del Servizio europeo per l’azione esterna, compreso lo Stato maggiore dell’Ue.
Secondo gli ultimi dati la spesa per la difesa tra i 27 ha raggiunto “i 418 miliardi di euro nel 2025”, pari al 2,2% del PIL dell’Ue, e potrebbe arrivare “fino a 547 miliardi di euro entro il 2029”. Il rapporto viene presentato oggi al Coreper.
Da un punto di vista geopolitico l’obiettivo tende a realizzare progressivamente la richiesta Nato a guida americana di accelerare i piani di riarmo europeo e tradurre in capacità industriale il salto deciso dall’Alleanza, dopo le richieste del presidente Donald Trump di portare la spesa militare al 5% del Pil.
Per raggiungere l’obiettivo la spesa militare europea dovrebbe aumentare di circa 1.000 miliardi di dollari l’anno (860 miliardi di euro) entro il 2035 rispetto ai livelli del 2024.