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Riconoscimento facciale, la commissione Affari europei della Camera ha rinviato il voto

La commissione Affari europei della Camera ha rinviato il voto sul decreto legislativo dedicato al riconoscimento facciale. Il provvedimento è ora all’esame delle commissioni competenti.

Il riconoscimento facciale

Il provvedimento consente l’impiego di sistemi di videosorveglianza basati sull’intelligenza artificiale per identificare persone indiziate, ma solo dopo la commissione di un reato. Le registrazioni potranno essere conservate per un massimo di sette giorni, mentre i registri informatici non modificabili resteranno archiviati per cinque anni. Il testo disciplina inoltre il ricorso all’identificazione biometrica remota nei casi più gravi, come terrorismo o ricerca di persone scomparse, prevedendo l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria e il rispetto dei principi fissati dall’AI Act europeo.

A difendere il decreto è il presidente della Commissione Politiche Ue del Senato, Giulio Terzi di Sant’Agata (Fratelli d’Italia): “L’Italia sta quindi dando attuazione all’Artificial Intelligence Act attraverso un impianto normativo equilibrato, volto a consentire alle Forze di polizia di disporre di strumenti adeguati alle nuove sfide della sicurezza, garantendo al contempo la tutela delle libertà fondamentali dei cittadini. È questa la direzione indicata dal Governo con il decreto in esame”.

Nel frattempo è arrivato anche il via libera del Garante della Privacy, che ha però chiesto alcune modifiche. L’Autorità ritiene il decreto nel complesso coerente con l’AI Act, ma invita a rafforzare le garanzie sulla supervisione umana, sulla qualità delle banche dati biometriche e sul coinvolgimento del Garante nelle sperimentazioni. Sottolinea inoltre che il trattamento automatizzato e generalizzato dei dati biometrici delle persone che accedono a luoghi o eventi pubblici “non è coerente con l’AI Act, che consente il riconoscimento facciale ex post solo per ricerche mirate”.

Le opposizioni all’attacco

Le opposizioni contestano duramente il testo. La responsabile Giustizia del Partito Democratico, Debora Serracchiani, afferma: “Con il nostro parere chiediamo di correggere le disposizioni che rischiano di aprire la strada a forme di sorveglianza generalizzata, incompatibili con i principi europei e con le garanzie costituzionali”. Marianna Madia chiede invece una riscrittura del decreto sostenendo che “Il dlgs che amplia i poteri di polizia sul riconoscimento facciale deve cambiare: va adeguato alla normativa europea”. Angelo Bonelli (Alleanza Verdi e Sinistra) parla di “questioni gravissime per la tutela delle libertà fondamentali”, mentre Riccardo Magi (+Europa) attacca: “Da Fratelli d’Italia a Grande Fratello d’Italia è un attimo”.

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Gianluca Pace