Ripresa la bufera a Reggio Emilia. Intervento del ministro Nordio contro l’antisemitismo strisciante. È spuntato l’audio col diktat (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Reggio Children, è tornata la bufera: è intervenuto a pie’ pari addirittura il ministro Nordio. All’attacco il centrodestra con il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan e con il consigliere provinciale di Forza Italia, Giuseppe Pagliani. Parole forti. Polemiche e veleni. Infruttuoso, per ora, il tentativo del sindaco di Reggio Emilia di calmare le acque, di parlare di malintesi, di sostenere che nessuno in città o nel prestigioso centro pedagogico internazionale Loris Malaguzzi si è mai permesso di chiedere di “prendere le distanze dal genocidio di Gaza”.
È tutto un equivoco. Non è vero che agli insegnanti ebrei, di Israele o degli Stati Uniti invitati a Reggio Children, sia stato chiesto,per partecipare ai corsi, una formale dichiarazione contro il governo Netanyau. Un (presunto) diktat che ha costretto i docenti americani a rinunciare al viaggio in Italia; una rinuncia che ha sollevato un clamore internazionale. Viceversa 22 insegnanti israeliane sono arrivate nella “Città del Tricolore” stemperando la burrasca al grido: ”Costruiamo ponti” Di più: una delegazione del Comune si è resa disponibile ad andare a New York, incontrare i docenti statunitensi per dire loro che “non ci sono mai stati veti di nessun genere”.
A riaccendere la polemica è spuntato pure un audio trasmesso dal TGR Emilia Romagna in cui Maddalena Tedeschi Presidente di Reggio Children, l’istituzione degli asili più belli del mondo – visitati a maggio dalla principessa d’Inghilterra Kate – dice a chiare lettere: ”Chiederemo agli insegnanti dichiarazioni individuali per prendere distanze dalla occupazione israeliana e genocidio. Se non firmano non vengono”. Parole sentite dire durante la Consulta Infanzia composta dalle scuole (docenti e genitori).
Parole che hanno fatto esplodere anche la rabbia del Console Onorario di Israele Marco Carrai: ”Si può criticare il nostro governo, le sue decisioni, le sue politiche. Ma pretendere da un ebreo un esame di ammissibilità è una discriminazione: in una sola parola, antisemitismo”. Domenica scorsa anche il presidente della comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi era andato giù duro: ”Metodi che ricordano Goebbels e il Terzo Reich”. Nella circostanza aveva buttato benzina sul fuoco anche il ministro Salvini.
Il Guardasigilli ha rinfocolato la polemica: ”Io sono d’accordo al 101% con il rappresentante della Comunità Ebraica di Milano e anche con quella di Roma, di cui mi onoro di essere amico. L’antisemitismo oggi sta assumendo varie forme. Si sottovaluta un pericoloso antisemitismo strisciante, doloroso”. E continua: ”Una cosa è criticare l’attuale politica del Governo di Israele altra cosa è invece mettere in discussione, come purtroppo molti fanno, l’esistenza e il diritto ad esistere dello Stato Ebraico. La nostra politica è quella di due popoli e due Stati”.