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SAFE, lite sui fondi per la difesa. Il riarmo spacca i due poli. Strappo nel governo, pressing UE sull’Italia

Poli spaccati sul riarmo. Scintille ovunque: strappo nel governo, campo largo diviso. Sulla difesa sale la tensione mentre la Ue aumenta il pressing: Bruxelles vuole sapere se l’Italia userà tutti i fondi messi  a disposizione e preme per una decisione rapida.

In altre parole a Bruxelles non basta la dichiarazione d’intenti formulata da Roma, vuole una risposta chiara e tempestiva. Vuole conoscere se Roma ha deciso di utilizzare per intero i 14,9 miliardi di prestiti assegnati oppure rinunciarvi in parte consentendone la riallocazione ad altri paesi.

La Ue non può aspettare mesi, come ha lasciato intendere il governo italiano. Ha fretta perché il “programma Safe e’ già entrato nella sua fase operativa.

Cos’è il SAFE

Safe èun acronimo. Sta per “Security Action for Europe”, cioè “uno strumento di azione per la sicurezza dell’Europa”. Si tratta di un fondo della Unione Europea che offre prestiti agli Stati membri per un valore massimo di 150 miliardi di euro allo scopo dí potenziare gli investimenti e gli appalti comuni nella difesa.

SAFE, lite sui fondi per la difesa. Il riarmo spacca i due poli. Strappo nel governo, pressing UE sull’Italia (foto Ansa-Blitzquotidiano)

Entrato in vigore nel maggio 2025 è già partito con i primi pagamenti per Polonia, Cipro, Croazia, Lituania e Grecia. Martedì 28 luglio l’Italia ha annunciato di avere prenotato un prestito da 14,9 miliardi di 150 messi a disposizione dalla UE.

È il caso di ricordare che il programma Safe fornirà fino a 150 miliardi di euro in prestiti a tassi agevolati con una scadenza di 45 anni e con un “ Grace Period” (periodo di tolleranza) di 10 anni.

Le condizioni di questi prestiti beneficiano dell’elevato Rating Creditizio della UE. Inclusa l’Italia, 19 Paesi hanno manifestato interesse per i prestiti. Tutti i Paesi hanno presentato i loro piani nazionali di investimento per la difesa entro il 30 novembre 2025.

Solo Germania e Olanda, avendo un alto Rating, non ne hanno fatto richiesta perché a loro non conviene. Safe sostiene gli appalti di prodotti per la difesa di diverso tipo: munizioni e missili, sistemi di artiglieria, comprese capacità di attacco in profondità di precisione, capacità di combattimento terrestre e relativi sistemi di supporto, comprese attrezzature per soldati e armi di fanteria, droni di piccole dimensioni ecc.

I tre fronti di scontro nella maggioranza

Non c’è solo il Safe ma anche le intercettazioni e la legge elettorale a procurare scricchiolii nella maggioranza. Tajani ha aperto ai prestiti UE sulle armi, la Lega ha fatto muro, FdI ha frenato. Il ministro Crosetto ha precisato: ”È solo una alternativa tecnica a BOT e CCT”.

Anche il campo largo è diviso: il M5S e AVS sono contrari, Lia Quartapelle (Pd) ha definito la richiesta per il fondo Safe fatta dal ministro Tajani “un gran pasticcio. Non si può annunciare una cosa così importante e giusta, come l’adesione al Safe, per poi rimangiarla neanche un’ora dopo. È il segno che questo governo continua a non prendere decisioni in politica estera ed europea”.

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Enrico Pirondini