(Foto Ansa)
“Alla presidente del Consiglio non posso che lanciare il messaggio di smetterla di dire di ispirarsi alla figura di Paolo Borsellino, quando invece quello che sta facendo questo governo è distruggere sistematicamente tutti quei mezzi che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino avevano lasciato alla magistratura per permettere di combattere la mafia”. Così Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso nella strage di via D’Amelio, intervistato da D1eci media.
“Il 41 bis, l’ergastolo ostativo, leggi sui collaboratori di giustizia, le intercettazioni, – dice Borsellino – facevano parte di quello che venne chiamato il decreto Falcone. Ecco tutto questo è stato spazzato via. Oggi Palermo è piena di ergastolani usciti dalla galera senza mai aver collaborato con la giustizia e continuando dal carcere a gestire la loro famiglia mafiosa. Questo sta facendo chi poi esibisce la borsa di Paolo Borsellino, che conteneva l’agenda. Quello è un corpo di reato e la esibisce in Parlamento”.
“Fratelli d’Italia – prosegue Borsellino – ha addirittura tentato di soffiarmi il suolo pubblico di via D’Amelio e di utilizzare il palco. Per fortuna sono riuscito a bloccare questo tentativo e a concedere loro di entrare in via D’Amelio. Da sempre permetto alla fiaccolata di entrare in via D’Amelio perché la maggior parte dei palermitani che partecipa a quella fiaccolata non sanno neanche da chi è organizzata e viene sfruttata invece da questi politici, una volta addirittura esibendo simboli fascisti. È vero che mio fratello era una persona di destra però era una destra che oggi in Italia non esiste più”.