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Schlein: “Al governo solo se vinciamo, no alle larghe intese”. E replica alla Meloni: “Patentino antifascista? Ha giurato sulla Costituzione”

“Noi andremo al governo solo se vinciamo le elezioni” con la coalizione progressista, non abbiamo nessuna disponibilità” a fare “larghe intese o qualcosa che ci somigli”. Ad affermarlo è la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein alla Repubblica delle idee a Bologna.

Per quanto riguarda invece la legge elettorale, la Schlein ha spiegato: “Bisogna essere chiusi nei palazzi per pensare che la legge elettorale sia oggi la priorità degli italiani”. La segretaria ha criticato l’ipotesi di una modifica delle regole elettorali da parte della maggioranza la quale sarebbe consapevole di trovarsi davanti un’alternativa competitiva: “Questo vuol dire che hanno capito che la nostra alleanza progressista è in campo, è competitiva e può vincere le prossime elezioni. Da qui nasce il tentativo di cambiare la legge elettorale”.

“Noi faremo muro in Parlamento, questo è chiaro”, ha ribadito. Schlein ha inoltre voluto smentire le ricostruzioni che ipotizzano dialoghi o accordi con settori della maggioranza. “Mi dà l’occasione per fare chiarezza su alcuni sospetti infondati che ogni tanto leggo sui giornali, su presunti dialoghi miei o del Pd con pezzi della destra”.

Elly Schlein: “Patentino antifascista alla fiera Più Libri Più Liberi? Meloni ha giurato sulla Costituzione”

La replica alla Meloni sul patentino antifascista

La segretaria ha replicato anche alle dichiarazione di Giorgia Meloni. La premier ha criticato quanto deciso dalla fiera Più Libri Più Liberi che si svolgerà a dicembre a Roma. Gli organizzatori hanno chiesto a chi voglia aderire di sottoscrivere “i valori antifascisti alla base dell’ordinamento democratico della Costituzione italiana”. La premier ha replicato dicendo che “la cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra. Si chiama, banalmente, censura”.

Queste le parole di Elly Schlien a proposito della vicenda: “Mi chiedo se sia normale che la presidente del Consiglio ieri, davanti a una manifestazione in cui il leader dei neofascisti ha detto di essere pronto ad assaltare il Parlamento, non abbia detto una parola e questa mattina si sia svegliata attaccando l’antifascismo”.

Secondo Schlein, il governo “trova il tempo per commentare le scelte delle fiere del libro o per discutere di dichiarazioni di antifascismo richieste agli espositori, ma non interviene su episodi molto più gravi”. Quanto a Meloni “non l’abbiamo sentita animarsi allo stesso modo quando una parte della destra metteva adesivi per distinguere i negozi italiani da quelli gestiti da stranieri o quando venivano stilate liste di proscrizione contro professori considerati non allineati”.

“Anche Giorgia Meloni ha giurato sulla Costituzione e la Costituzione è antifascista – ha aggiunto – . Nel garantire la libertà di manifestazione del pensiero non considera il fascismo un’opinione, ma lo mette al bando”, ha affermato. “Viviamo in un Paese che ha una Costituzione scritta da chi ha fatto la Resistenza per liberarci dal regime fascista e dall’occupazione nazista”, ha concluso la segretaria del Pd.

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Lorenzo Briotti