Schlein-Conte, il campo largo è già in crisi: sull’Ucraina è scontro totale e il Pd guarda alle elezioni (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Forte dei 51 pullman arrivati da tutta Italia (il ricordo riporta alle feste del vecchio Pci) e delle diecimila persone che affollavano il Green Park di Reggio Emilia, Elly Schlein è stata categorica: “Siamo pronti al voto, le primarie le vinciamo noi (cioè il Pd), Giorgia Meloni ha una gran paura di perdere e la si può comprendere”. Le cifre di tanto entusiasmo le annuncia l’organizzatore dell’evento Igor Taruffi. Probabilmente non si aspettava quel che avrebbe detto Giuseppe Conte: “Non firmeremo mai un programma che prevede di inviare armi a Kiev. Aumentano il rischio di una terza guerra mondiale”.
Poi, la botta che non può avere altre interpretazioni: “Il candidato che potrebbe battere la premier non lo decide il partito con maggiori consensi”. Non si poteva essere più chiari. Se qualcuno pensava che il duello fra Schlein e Conte fosse alla fase finale si è sbagliato di grosso, perché sulla politica internazionale le distanze sono chilometriche. Ma Taruffi va al di là dell’ottimismo e sostiene: “Una segretaria così non la si può battere”.
Non c’è niente di nuovo, insomma. Tra Elly e Giuseppe la pace è un sostantivo desueto. Negli incontri ufficiali (a cui partecipano in quattro senza Matteo Renzi), non mancano le smancerie, le strette di mano, gli abbracci, i sorrisi. Poi, spente le luminarie, si ricomincia da capo. D’altronde, il contrasto in politica estera è talmente forte che molto difficilmente si arriverà ad un accordo se entrambe i contendenti non arretreranno di un passo. Elly Schlein è convinta che la quadra sarà trovata, ma forse non si rende conto che con la guerra in Ucraina non si scherza, visto che il conflitto è ad un soffio dall’Europa.
Allora, se è così, come si può pensare non solo di non inviare più armi, ma di non creare una difesa più forte in Italia e in Europa? Su questo punto, il leader dei 5Stelle non ammette discussioni: “Quei miliardi che impieghiamo per la paura di essere aggrediti servirebbero per risolvere i grandi problemi che assillano il nostro Paese. Ne vogliamo parlare oppure ci dimentichiamo dell’Italia? Quanto alla probabile invasione della Russia è una fake news inventata per giustificare lo sperpero di quei danari”.
I riformisti del Pd non rimangono zitti. Parlano Sensi, Guerini e Quartapelle: “La guerra in Ucraina continuerà all’infinito se l’Italia e l’Europa non difenderanno Kiev”. A dir la verità, questa festa di Reggio Emilia non ha riavvicinato i due leader dei dem e dei pentastellati. Nonostante, la convinzione della Schlein per il campo largo (che è sicura di portare insieme alle politche del 2027 rimangono i grandi di dubbi di sempre. “E’ un campo morto prima di nascere”, dicono gii esponenti di Fratelli d’Italia che non hanno perplessità sull’esito di quel voto.
L’alleanza di sinistra perde pezzi un giorno si e l’altro pure. In prima fila Matteo Renzi che in questi quattro anni si è sperticato per le lodi alla Schein e per la guerra alla Meloni. Con pochi frutti, in verità, perchè nel quartetto che forma il direttivo dell’alleanza c’è chi non vuole saperne del leader di Italia Viva. La voce ricorrente è questa: “Se ha tradito una volta, potrà farlo una seconda ed anche una terza. Per cui se lo può sognare un nostro si”.
Si naviga a vista, quindi. Saranno mesi durissimi che ci separano dalle politiche. Non mancheranno i colpi bassi, le notizie false passate per vere, le polemiche a tutto tondo. In breve: forse gli elettori, dinanzi a tanto sfacelo, continueranno ad allontanarsi dalla politica e le urne rimarranno semi vuote. Auguriamoci che non sia così, che all’improvviso, si cambi marcia e si trovi finalmente quell’unità che dovrebbe servire a salvare il Paese da una crisi economica “aiutata” dalla situazione internazionale e dai conflitti che sembrano non aver mai termine. Con che cosa possiamo consolarci? Certamente non con la Ferrari che stenta a salire sul podio alla fine di ogni gara. Meno male che vent’anni fa è nato un ragazzo, Kim Antonelli, il quale spesso fa sentire al mondo intero la musica dell’Inno di Mameli.