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Scontro Vannacci-Monti a Cernobbio: “Vogliamo un’Europa diversa”, la replica: “Retorica del fascismo”

È stato un confronto dai toni accesi quello andato in scena al Forum Teha di Cernobbio, dove il generale Roberto Vannacci ha illustrato la sua visione dell’Europa e le sue proposte per il futuro dell’Unione. Al centro del suo intervento, la necessità di cambiare radicalmente l’attuale impostazione europea, a partire dalle politiche economiche e dalla gestione della sicurezza.

“Questo è come il primo lancio dall’aereo, la rampa si è aperta. Oggi mi chiedo come mai sono qua e ho cercato una risposta: per offrire elementi indispensabili per il futuro. Dovremmo dare per scontato che esista un futuro perché con un tasso di fertilità all’1,41% il futuro è di corta durata. Invece di un Rearm Europe, dovremmo avere un Reborn Europe come strategia emergenziale. I cittadini devono vivere in un ambiente sicuro e sereno. Il Vangelo dice: aiuta il tuo prossimo. Ma il mio prossimo sono la mia famiglia, vicini e gli italiani. Questi sono il mio prossimo”.

Dall’euro alla competitività europea

Vannacci ha quindi messo in discussione alcune delle scelte alla base dell’attuale Unione europea, soffermandosi anche sull’integrazione economica. «La prima integrazione parte con il Trattato di Maastricht. Lo rifaremmo nella stessa maniera? Non credo», ha affermato il generale.

Nel suo intervento ha inoltre evidenziato quella che considera una perdita di competitività dell’Europa, soprattutto nel settore automobilistico. “Parliamo dalla necessità di cambiamento. Allora perché questa inerzia nell’architettura della Ue? La Gran Bretagna se ne è andata (oggi i sondaggi dicono che i britannici vorrebbero rientrare, ndr), l’Islanda ha appena detto di no (per tremila voti, legati al tema della pesca, ndr), la Norvegia non vuole, la Svizzera neanche e la Turchia ora va per altri mari”.

E ancora: «Siamo passati da un’Unione europea che valeva il 30% al 15%. Producevamo le auto più belle del mondo, oggi licenziamo chi le progetta e le realizza. Se l’Europa ha perso competitività, come dice Draghi, non si può prescrivere la stessa medicina senza spiegare perché non abbia funzionato fino ad ora».

La replica di Monti: “Retorica del fascismo”

Alle parole di Vannacci ha risposto Mario Monti, che ha contestato alcune delle posizioni espresse dal generale, concentrandosi in particolare sul rapporto tra Italia e istituzioni europee. Sul mercato unico, Monti ha sottolineato l’importanza del ruolo della Commissione europea come garante delle regole: “Il mercato unico è bellissimo però un mercato unico senza un arbitro, la Commissione europea, che sanzioni le violazioni non funziona. E se manca quell’arbitro potrebbe essere un detrimento agli imprenditori italiani”.

Il senatore a vita ha poi spostato il confronto sul terreno politico, rivolgendosi direttamente a Vannacci: “Mi sono chiesto perché sono in corso indagini su sintomi di ricostituzione del Partito nazionale fascista, riguardo al suo partito – ha detto Monti -. Ma ascoltando i suoi interventi e leggendo il programma un aspetto del fascismo più insidioso è già in atto. Non è probabilmente la ricostituzione del Partito nazionale fascista, ma trovo in lei la ricostituzione della narrativa, della retorica, dello spirito del fascismo. Più o meno si dichiara la superiorità dell’Italia e degli italiani. Vogliamo dire, della razza italiana?”.

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Filippo Limoncelli