Politica

Sepah-e Pasdaran, chi sono i guardiani della rivoluzione della Repubblica islamica

Difendere e proteggere l’ideologia e l’integrità della Repubblica islamica è da sempre la missione del Sepah-e Pasdaran, nome in persiano del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica, noto come IRGC (Islamic Revolutionary Guard Corps).

La loro creazione risale al 1979, anno della fondazione della Repubblica islamica voluta dall’ayatollah Ruhollah Khomeini. Subito dopo la rivoluzione, un piccolo gruppo di leader suggerì la creazione di una guardia nazionale con il compito di preservare la nuova rivoluzione islamica e controbilanciare l’esercito convenzionale del Paese.

Khomeini esitò a usare il termine “guardie” e optò per sepah, parola persiana che indica soldati con connotazioni storiche, dando vita al sepah-e-pasdaran, l’“esercito dei guardiani”.

Fin dai primi anni, i Pasdaran hanno assunto un ruolo chiave nella politica interna e nelle operazioni militari esterne.

Durante la guerra Iran-Iraq degli anni ’80, hanno poi consolidato la loro posizione, diventando un nucleo fondamentale del sistema khomeinista.

“Prima della guerra, i miliziani dell’IRGC non erano altro che guardie del corpo dei religiosi. La loro condotta in guerra ha garantito loro un posto al proverbiale tavolo del potere” ha spiegato al Guardian Mehrzad Boroujerdi, professore di scienze politiche alla Syracuse University negli Stati Uniti..

Oggi l’IRGC conta circa 190.000 effettivi, organizzati in forze di terra, marina, aerospaziale, intelligence, la forza Quds per operazioni estere e le milizie paramilitari Basij.

I Basij sono impiegati per vigilare sull’osservanza delle norme islamiche e per reprimere le proteste antigovernative.

La forza Quds lavora con l’“asse della resistenza” in Libano, Siria, Iraq e Yemen, e per anni è stata guidata da Qasem Soleimani, ucciso dagli Stati Uniti nel 2020.

Qasem Soleimani (Foto Ansa)

I Pasdaran esercitano anche un forte potere economico attraverso la compagnia Khatam al-Anbiya, attiva nelle infrastrutture e nella costruzione, con profitti utilizzati per finanziare il programma nucleare e sostenere milizie regionali. Controllano inoltre fondazioni di beneficenza, istituzioni universitarie e centri di ricerca, estendendo la loro influenza alla politica e alla società civile.

L’Unione Europea ha inserito l’IRGC nella lista dei gruppi terroristici per la violenta repressione dei manifestanti a gennaio. Erano già considerati terroristi anche da Stati Uniti, Canada e Australia.

Published by
Gianluca Pace