Festeggiamenti a Belgrado dopo la vittoria degli studenti (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
La Lista degli Studenti vince in Serbia e manda a casa, dopo 14 anni di potere consecutivi, il nazionalista filo russo Aleksandar Vucic. La vittoria è netta: la Lista degli Studenti ha la maggioranza assoluta con 130 seggi contro i 100 di Vucic che, prima ancora delle proiezioni elettorali, ha ammesso la sconfitta: “Non abbiamo ancora i risultati definitivi, ma sulla base d’un campione è chiaro che abbiamo perso queste elezioni. La Lista degli Studenti ha vinto, otterrà fra i 135 e i 140 seggi, mentre noi ne avremo 105”. Le prime percentuali confermano quanto detto dall’ormai ex presidente: 52% all’ex opposizione, 39,3% ai nazionalisti.
La Serba volta dunque pagina e a Belgrado esplode la festa nella notte, con cortei d’auto e clacson. In strada cori con gente che canta la vecchia canzone popolare “Tri poljupca ohcu ja”, ossia “voglio tre baci”, che serviva a indicare il numero (tre) della lista sulla scheda: il brano è diventato l’inno della vittoria. Il risultato degli studenti non era inatteso e come impatto ricorda la cacciata di Slobodan Milosevic avvenuta 26 anni fa. In tempi recenti ricorda invece la fine della dinastia politica di Orbán in Ungheria.
Aleksandar Vucic è stato accusato di aver costruito un Paese basato sulla corruzione e di aver sempre oscillato tra l’entrare nell’Unione Europea e voler appoggiare la Russia di Putin. Le elezioni anticipate sono state convocate dopo quasi due anni di proteste di massa, cominciate con il crollo di una pensilina alla stazione di Novi Sad nel 2024 che provocò la morte di 16 persone. L’affluenza è stata altissima e vicina al 70%.
La Lista degli Studenti è nata durante le proteste in piazza che si sono poi trasformate in una forza politica ben organizzata che è stata in grado di resistere alle repressioni del Governo. Il movimento si è sviluppato con un metodo democratico e solidale che è l’esatto opposto delle politiche di Vučić, con gli appartenenti al movimento si ritengono tutti uguali. La lista si è quindi presentata alle elezioni senza avere un leader riconosciuto né un portavoce. Tutte le decisioni importanti sono state discusse e votate nei plenum, ovvero nelle assemblee di facoltà che si sono tenute in tutto il Paese.
La lista elettorale è nata attraverso proposte e un processo di selezione svoltosi in tutte le università del Paese che hanno portato alla stesura di un programma in 11 punti. Tra i 250 candidati presentati lo scorso settembre figurano alcuni volti noti insieme a docenti, professori, esperti, atleti, agricoltori e artisti poco conosciuti.
La Lista vuole combattere la corruzione, rafforzare l’indipendenza della magistratura e recuperare i patrimoni che sono stati ottenuti in maniera illegale. Chiede che i funzionari responsabili di abusi vengano processati, che il servizio radiotelevisivo pubblico venga liberato dal controllo politico e che le nomine nelle aziende pubbliche non siano basate sulla fedeltà ai partiti. Accanto alle riforme istituzionali, la Lista degli Studenti chiede misure sociali ed economiche, farmaci meno costosi e libri scolastici gratuiti.
Dopo il risultato elettorale, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno scritto: “Oggi, i cittadini serbi si sono recati alle urne in numero record per dare forma al futuro del proprio Paese. Congratulazioni alla Lista Studentesca per la vittoria nelle elezioni parlamentari. Siamo pronti a sostenere le riforme riguardanti lo Stato di diritto, la libertà dei media, la lotta alla corruzione e il rafforzamento delle istituzioni democratiche, e a collaborare per costruire il futuro della Serbia all’interno dell’Unione europea”. In Italia, apprezzamenti per la vittoria degli Studenti anche dal partito Democratico che parla di vittoria della democrazia e dal Movimento 5 Stelle che con Conte ha rimarcato l’importanza dell’alta affluenza elettorale.