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Sì Nucleare, approvato il ddl a 40 anni dal referendum che bandì le centrali atomiche in Italia. A che prezzo?

L’aula del Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega Pichetto sul nucleare, già approvato alla Camera. Il provvedimento ha lo scopo di ridare all’Italia una normativa sulle centrali atomiche.

Il ddl offre una normativa sul nucleare

Il disegno di legge ha l’obiettivo di ridare all’Italia una normativa sul nucleare, per permettere la riapertura delle centrali, chiuse dopo il referendum del 1987 (l’80% dei votanti scrisse sì sulla scheda per l’abrogazione).

Sì Nucleare, approvato il ddl a 40 anni dal referendum che bandì le centrali atomiche in Italia. A che prezzo? (foto Ansa-Blitzquotidiano)

Il provvedimento dà al governo la delega per emanare decreti che disciplinino la materia, e definisce i campi d’intervento: costruzione ed esercizio delle centrali, produzione di idrogeno tramite energia nucleare, gestione del combustibile esaurito e sicurezza, istituzione degli organi di controllo.

Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha firmato la proposta di legge, ha più volte dichiarato che conta di emanare i decreti attuativi entro la fine dell’anno.

Dall’opposizione registriamo la voce più contraria nella nota di Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde che contesta metodo e merito del ddl, tempi e opportunità economica.

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“Con il via libera del Senato al nucleare, il governo Meloni punta su centrali costosissime che non daranno alcuna risposta al caro bollette di oggi. Dopo quattro anni e mezzo di governo, con l’Italia che ha tra i costi dell’energia più alti d’Europa, Meloni tira fuori dal cilindro gli SMR, una tecnologia che oggi non ha alcuna applicazione commerciale nel mondo. È uno strumento di distrazione per coprire l’incapacità di un governo che ha frenato le rinnovabili e favorito le grandi società energetiche e i loro profitti. Chiedo a Meloni e Pichetto Fratin di dire quanto costerà questo piano e chi lo finanzierà. Parlano di una tecnologia che forse potrà essere disponibile tra venti o venticinque anni, mentre il problema delle bollette esiste oggi. Qual è la risposta alle famiglie e alle imprese che non riescono a sostenere il costo dell’energia? Per il solo reattore di Flamanville, la Corte dei conti francese ha stimato un costo complessivo di 23,7 miliardi di euro, compresi gli oneri finanziari.

 

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Amedeo Vinciguerra