Su Andrea Pucci Meloni insiste: "Se attaccano me è satira, su Schlein è sessismo" (foto Ansa-Blitzquotidiano)
“Non sopporto il doppiopesismo. È un principio insopportabile. È davvero la cifra della sinistra, la usano sempre. E non ci sto”. Così la premier Giorgia Meloni, intervistata dal Corriere della sera, parlando del comico Andrea Pucci, che ha rinunciato al festival di Sanremo.
“Se al Festival avesse partecipato Pucci – ha spiegato Meloni ammettendo che “a stento” sapeva chi fosse il comico – secondo me bisognava chiedergli di non parlare di politica. Ma minacciarlo a monte, chiederne la censura, semplicemente perché non se ne condivide il taglio, lo considero sbagliato”.
Questo, sottolinea, vale soprattutto verso chi “ci ha sempre spiegato che la satira è sacra, ma ovviamente finché era contro di noi”. Meloni cita alcune vignette satiriche di Natangelo sul Fatto Quotidiano che la ritraggono.
“Queste sono cose che disegnano o dicono su di me: questo si può fare? Parlano di sessismo e io che dovrei dire? Mi facciano capire, quando attaccano me è satira, quando attaccano la Schlein è sessismo? Su di noi si può dire tutto e su di loro solo quello che condividono?”.
“Noi, a differenza loro, non abbiamo mai chiesto la censura di nessun comico”, ha concluso Meloni, aggiungendo di aver sempre pensato fosse meglio “tenere la politica fuori da Sanremo. L’utilizzo di questi palcoscenici per questioni che non c’entrano con la politica è una cosa che non ho mai sopportato”.