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Svizzera, a marzo il referendum per rendere il cash obbligatorio. In estate si voterà per il limite di 10 miloni alla popolazione

Il prossimo 8 marzo in Svizzera si voterà per tornare al cash obbligatorio. Sarà un voto popolare contro l’utilizzo delle carte. Vediamo meglio di cosa si tratta, stando a quello che scrive il Portale del governo svizzero:

“In Svizzera si paga sempre più spesso senza contanti, ad esempio con carte di debito e di credito oppure con applicazioni di pagamento. Tuttavia, la maggior parte delle persone desidera che il contante sia mantenuto quale mezzo di pagamento. Oggi la legge prevede che spetta alla Banca nazionale svizzera garantire l’approvvigionamento in numerario e che il franco è l’unità monetaria svizzera”.

Svizzera, a marzo il referendum per rendere il cash obbligatorio. In estate si voterà per il limite di 10 miloni alla popolazione (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Sul Portale si legge ancora: “L’iniziativa vuole iscrivere nella Costituzione il principio della disponibilità del contante e sancirvi il franco quale valuta svizzera. A tal fine intende obbligare la Confederazione a garantire che monete e banconote siano sempre disponibili in quantità sufficiente. Inoltre, la sostituzione del franco svizzero con un’altra unità monetaria dovrebbe essere possibile solo con il consenso del Popolo e dei Cantoni”.

Il controprogetto

Esiste però un controprogetto portato avanti dal Consiglio federale e dal Parlamento svizzero, “i quali intendono iscrivere nella Costituzione le disposizioni relative all’approvvigionamento in numerario e al franco. Tuttavia, non concordano sul modo in cui l’iniziativa è formulata e presentano quindi un controprogetto basato sulle formulazioni già impiegate nelle leggi vigenti”.

“Né l’iniziativa popolare né il controprogetto hanno conseguenze pratiche. Non comportano nuovi compiti né costi aggiuntivi. Con la loro iscrizione nella Costituzione, entrambi garantiscono che le disposizioni relative all’approvvigionamento in contante e alla valuta svizzera possano essere modificate solo con una votazione popolare approvata dalla maggioranza del Popolo e dei Cantoni”.

In estate si voterà per mettere il limite alla popolazione a 10 milioni

E non è questo l’unico referendum in programma in Svizzera. Quest’estate si voterà su una proposta del partito di estrema destra Udc volta a limitare la popolazione del Paese a 10 milioni, una mossa che metterebbe a repentaglio accordi chiave con l’Ue e, secondo gli oppositori, paralizzerebbe l’economia.

Il governo ha dichiarato che il referendum sull’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni”, fortemente osteggiata da entrambe le camere del Parlamento e dal mondo imprenditoriale e dei servizi finanziari, si terrà il 10 giugno.

La proposta obbligherebbe il governo e il parlamento svizzero ad agire qualora la popolazione permanente del Paese, attualmente pari a 9,1 milioni, superasse i 9,5 milioni, negando l’ingresso ai nuovi arrivati, compresi i richiedenti asilo e le famiglie dei residenti stranieri.

Se la popolazione raggiungesse i 10 milioni, entrerebbero in vigore ulteriori restrizioni e, se i numeri non dovessero iniziare a diminuire, il governo sarebbe costretto a ritirarsi dall’accordo di libera circolazione con l’Ue, di gran lunga il suo più grande mercato di esportazione. Negli ultimi dieci anni la popolazione svizzera è cresciuta circa cinque volte più velocemente della media degli stati membri dell’Ue circostanti, poiché il suo successo economico ha attratto sia lavoratori poco qualificati sia espatriati aziendali ben pagati.

Secondo i dati del governo, circa il 27% dei residenti svizzeri non ha la cittadinanza svizzera. L’Udc, il più grande partito politico del Paese, afferma che “l’esplosione demografica” sta gonfiando gli affitti e mettendo a dura prova le infrastrutture e i servizi pubblici. Il partito, che si è classificato primo in ogni elezione dal 1999, conduce da tempo una campagna contro l’immigrazione, denunciando i crimini commessi dagli stranieri e pubblicando immagini di coltelli insanguinati, criminali incappucciati, pugni e donne spaventate.

Published by
Lorenzo Briotti