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“Abbiamo spinto per le sanzioni. Noi condanniamo i coloni, le loro violenze e quello che fanno contro i civili palestinesi. E siamo contrari a qualsiasi annessione del territorio della Cisgiordania. Firmeremo con i sauditi un documento che condanna le aggressioni dei coloni israeliani. E i leader dell’E4 potrebbero fare lo stesso”. Lo afferma, in un’intervista a La Repubblica, il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
“Essere amici di Israele – aggiunge – e difenderne il diritto a esistere non significa giustificare le violenze dei coloni, che indeboliscono la posizione e l’immagine del Paese. Noi non molliamo, nonostante le difficoltà. Siamo per ‘due popoli, due Stati’. Israele conosce la nostra posizione e questo non gli impedisce di partecipare con il Libano al vertice di Roma”.
“Dobbiamo aspettare le elezioni israeliane di ottobre, sapendo che in molti già parlano di un governo di unità nazionale: questa novità potrebbe davvero cambiare il quadro. Ci sono segnali». In merito a Safe, “abbiamo opzionato 14,9 miliardi. Stiamo decidendo quanti ne prenderemo: direi tra i 6 e i 9 miliardi nel 2027. La decisione politica potrebbe arrivare a settembre”.
“Dal punto di vista politico – prosegue Tajani – Putin ha perso la guerra. Dopo quattro anni ha il 18% dei territori. Deve arrivare a una trattativa. Anche perché non va sottovalutato cosa sta succedendo: ieri hanno attaccato Mosca. Putin ha iniziato la guerra e non riesce a vincere, ma neanche a evitare che venga colpita la capitale. Questo crea instabilità. Non sono convinto che Putin voglia fare in fretta, ma alla fine sarà costretto alla pace. Più passa il tempo, peggio è. Tra l’altro, non fornendo risposte agli americani, sta perdendo il loro consenso” conclude Tajani.