Trump annuncia sempre vittoria, ma l'Iran ha colpito 20 siti militari Usa in tre mesi. Il satellite non mente (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Almeno venti siti militari utilizzati dagli Usa sono stati danneggiati in attacchi condotti dall’Iran da quando è iniziato l’attuale conflitto con i primi raid di Israele e Stati Uniti lo scorso 28 febbraio.
Lo riferisce un servizio della Bbc in base a immagini satellitari e video verificati, sottolineando, così come fatto anche da altri media in precedenza, che l’estensione delle azioni di Teheran sarebbe quindi stata “maggiore di quanto riconosciuto pubblicamente”.
A essere danneggiati, riferisce l’emittente britannica, sono stati in particolare sistemi di difesa aerea, aerei da rifornimento e radar. Tra le attrezzature di valore colpite figurano, ad esempio, tre sistemi antimissile balistico presso le basi aeree di Al Ruwais e Al Sader negli Emirati Arabi Uniti e presso la base aerea Muwaffaq Salti in Giordania.
In circa tre mesi, l’Iran ha dunque preso di mira strutture chiave per gli Usa (sia basi controllate direttamente sia siti utilizzati in condivisione con forze armate di altri Stati in otto Paesi della regione mediorientale e del Golfo (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Iraq, Giordania, Bahrein e Oman).
Un funzionario della difesa statunitense, riporta la Bbc, ha “rifiutato di commentare le conclusioni del servizio in questione, facendo riferimento a “ragioni di sicurezza operativa”.
Gli Usa, aggiunge l’emittente, hanno “cercato di limitare l’analisi satellitare del conflitto chiedendo a Planet, uno dei principali fornitori di immagini satellitari, di imporre una restrizione ‘a tempo indeterminato’ sulla diffusione di nuove immagini dell’Iran e di gran parte del Medio Oriente”.
L’azienda, da parte sua, ha spiegato di non volere che immagini prodotte dai propri sistemi siano utilizzate “da attori ostili per prendere di mira personale e civili appartenenti a Paesi alleati e partner della Nato”.