Politica

Trump: “Colloqui con l’Iran positivi, stop per 5 giorni a raid sulle centrali”. Teheran smentisce: “Nessun contatto, la sua è una retromarcia”

Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni”. A scriverlo è Donald Trump su Truth. Il presidente Usa ha dichiarato di aver dato istruzioni all’esercito statunitense di rinviare “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane” in seguito a due giorni di “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Trump ha affermato che la tregua durerà cinque giorni ed è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”. I colloqui con la Repubblica islamica, ha spiegato ancora Trump, “proseguiranno per tutta la settimana”.

Secondo il media israeliano Ynet che cita funzionari israeliani, un possibile quadro d’accordo in discussione tra Usa e Iran prevede che l’Iran consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, con gli Stati Uniti che si asterrebbero dall’attaccare le centrali elettriche iraniane. Un cessate il fuoco più ampio verrebbe perseguito in una seconda fase. Gli intensi contatti tra Washington e Teheran sarebbero sia diretti sia indiretti e attraverso Qatar e Turchia. Secondo queste fonti Israele non è rimasto sorpreso dall’annuncio di Trump di “colloqui produttivi” con l’Iran.

Il post di Trump su Truth

Iran smentisce Trump: “Non sono in corso colloqui con gli Usa”

L’agenzia di stampa iraniana Fars ha però smentito Trump affermando che non ci sarebbero comunicazioni dirette o indirette con gli Stati Uniti. Fars ha anche affermato che “Trump ha fatto marcia indietro sull’idea di colpire le centrali elettriche iraniane dopo che l’Iran aveva minacciato di colpire a sua volta le centrali elettriche in tutto il Medio oriente”. Il presidente Usa, in un’intervista a Fox ha smentito a sua volta i media iraniani sottolineando di non sapere esattamente a cosa si riferiscano. I colloqui più recenti, ha detto ancora il tycoon nell’intervista, si sono avuti ieri sera fra Steve Witkoff e Jared Kushner con le loro controparti.

Borsa Milano gira a +2,45% con parole Trump, spread giù a 84

Al di là della dichiarazione dell’Iran, dopo le parole di Trump le borse europee sono schizzate tutte in positivo con Milano che è salita del 2,45%%. Lo spread che ha raggiunto un massimo a 104 punti è scivolato a 84 punti base con il rendimento del decennale italiano che è sceso al 3,8%. Le borse asiatiche non hanno invece potuto beneficiare dell’annuncio di Trump dopo un avvio di settimana al cardiopalma, con Tokyo che ha lasciato il 3,48% e Seul il 6,5%. Pesantissime anche Hong Kong (-4,16%), Shanghai (-3,6%) e Shenzhen (-4,19%).

Dopo la tregua annunciata da Trump salgono oro e argento, giù il petrolio

Oltre alle borse europee  ad invertire la rotta è stato anche l’oro e l’argento. Il metallo prezioso per eccellenza è salito del 3,44% a 4.415,93 dollari l’oncia, l’argento ha invece guadagnato quasi il doppio  segnando un progresso del 6,71% a 68,38 dollari l’oncia.
Giù anche il petrolio. Il greggio statunitense di riferimento è sceso sotto i 91 dollari al barile, da oltre 100 dollari in precedenza. Il Brent, il benchmark internazionale, ha perso circa il 10% ed ora scambiato a quasi 104 dollari al barile, in calo da oltre 113 dollari.
Published by
Lorenzo Briotti