(Foto Ansa)
Con Donald Trump dimezzato dal voto degli americani che cosa succederà ora in Italia? Potrebbe sembrare strano che ci si ponga un interrogativo del genere quando le elezioni si sono tenute oltre oceano, a migliaia di chilometri di distanza. Però, la realtà dimostra che spesso in Italia, un qualsiasi evento di grande rilievo (come è stato quello che ha mandato al tappeto il tycoon) possa essere strumentalizzato dalla politica. Da una parte e dall’altra senza distinzioni di sorta.
La sinistra esulta perchè da quando si era insediato alla Casa Bianca criticava senza se e senza ma il presidente. La destra rimane interdetta, però non cede nulla all’avversario: con il numero uno degli Stati Uniti, il rapporto idilliaco fra Giorgia Meloni e Donald Trump si era raffreddato. Di più: la premier non era affatto d’accordo con lui in specie quando si discuteva di Occidente e il “vecchio amico” usava parole di fuoco. Il nocciolo della polemica tra maggioranza e opposizione aveva proprio la Meloni come obiettivo. La si considerava una succube del leader statunitense, addirittura una persona che faceva quel che lui voleva.” Le bacia le pantofole”, disse un parlamentare dei 5Stelle in pieno Parlamento. Ormai il “politically correct” non esisteva più e ci si poteva rivolgere all’avversario usando frasi che un tempo sarebbero
state considerate oltre ogni limite di decenza.
E’ durata mesi questa frattura con la sinistra che prendeva al volo ogni occasione per denigrare la Meloni e il suo governo. Veniva messa in discussione anche l’amicizia fra i due. La “pontiera” eseguiva gli ordini perchè riteneva (illudendosi) che avrebbe potuto coprire quel ruolo molto importante per l’amicizia fra i due popoli che non ha mai smesso di esistere. E’ durato lo spazio di un mattino questo “idillio”; poi il tycoon ha imboccato una strada impercorribile per l’Italia e per gli italiani. La premier si è tirata indietro, ha criticato aspramente l’operato di Trump che cambiava idea un giorno sì e l’altro pure. Le guerre, la violenza, l’invasione dell’Iran: Donald non aveva più freni e i suoi elettori lo hanno punito togliendoli quasi tutto il potere che la Nazione gli aveva affidato.
Adesso, si è voltata pagina, inizia un nuovo periodo in cui il buon senso e la razionalità dovrebbero averla vinta. Si vuole continuare a
polemizzare e a trovare un qualsiasi cavillo pur di dar torto a chi la pensa in maniera diversa, oppure gli animi si tranquillizzeranno e la campagna elettorale si svolgerà in modo che le forze politiche si contrapporranno nella maniera dovuta? La maggioranza avrà il diritto di guidare il Paese perchè così ha voluto l’opinione pubblica con il suo voto; la minoranza avrà il compito di essere il cane da guardia denunciando e mettendo in risalto le manchevolezze dell’esecutivo.
Se il futuro sarà questo sarà un vantaggio per tutti: i problemi che assillano il nostro Paese sono tanti, è inutile nasconderlo con giri di parole senza senso. A cominciare dalla scuola, dalla sanità, dalla immigrazione irregolare per finire al salario minimo per cui molte famiglie riescono a malapena (se ci riescono) ad arrivare al trenta del mese. Frenare è forse il verbo che dovremo tener sempre presente. Ad esempio: indire scioperi è un diritto che la Costituzione non ci nega, come il diritto alla parola secondo l’articolo 21 della Costituzione.
E’ lo “scioperificio” che bisogna evitare, incrociare le braccia inutilmente non giova a nessuno. Se da una parte chi si astiene dal lavoro ne ha pieno diritto, lo hanno nello stesso tempo quelle persone che dovrebbero recarsi in ufficio per compiere il proprio dovere e non ne hanno la possibilità perchè le città in cui vivono sono paralizzate dalle marce. Quando si esprimono certi giudizi (sacrosanti) c’è chi nel Palazzo parla di “killeraggio mediatico”. Si vuole mettere il bavaglio all’informazione? Non pubblicare notizie che potrebbero dar fastidio al manovratore? Spiace deludere chi la pensa in questo modo: molti continueranno ad esercitare la professione senza tapparsi la bocca. Chi si comporterà diversamente farebbe meglio a stracciare il tesserino dell’Ordine.