(Foto Ansa)
Le proteste che attraversano diversi Paesi europei finiscono al centro dello scontro politico internazionale, con Donald Trump che attacca le politiche migratorie di Francia, Italia e Spagna e Vladimir Putin che respinge le accuse rivolte a Mosca per le tensioni nelle città europee. Da Washington e dal Cremlino arrivano così critiche ai governi del continente, accusati, con argomenti diversi, di non saper gestire il malcontento sociale.
“La Francia sta bruciando perché ha fatto entrare persone che odiano la sua gente”, ha dichiarato Trump durante un comizio in Georgia. “Per questo noi non li faremo mai entrare”, ha aggiunto, sostenendo che “la polizia francese non può fare il suo lavoro”. Il presidente americano è tornato sull’argomento anche in un’intervista a Fox News, affermando di aver avvertito il presidente francese Emmanuel Macron che “sta distruggendo la Francia, lasciando entrare persone che odiano il vostro Paese”. Trump ha citato anche Italia e Spagna, sostenendo che l’immigrazione di massa contribuisca ad alimentare le proteste.
Da Mosca, Putin ha respinto le accuse di interferenze russe nei disordini europei. Le contestazioni rivolte alla Russia dimostrerebbero, secondo il presidente, “la debolezza e l’incapacità di alcuni dei loro leader di assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo”. La dichiarazione è stata rilasciata in un’intervista alla televisione di Stato russa, citata dall’agenzia Tass.
Sul possibile ruolo di attori stranieri, il quadro resta tuttavia incerto. Un rapporto di Alliance4Europe sulle proteste in Francia non ha individuato prove che soggetti esterni abbiano dato origine alle manifestazioni, ma ha documentato campagne online capaci di amplificare rabbia e polarizzazione. Anche l’Unione europea monitora le piattaforme digitali, senza aver finora individuato una regia esterna comune dietro le rivolte in Francia, Italia e Belgio.