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Trump firma la stretta sullo ius soli: stop al “turismo delle nascite”. Ecco cos’è

Donald Trump torna alla carica sullo ius soli e firma due ordini esecutivi per limitare la cittadinanza automatica ad alcune categorie di bambini nati negli Stati Uniti. Il presidente americano punta in particolare a contrastare il cosiddetto “turismo delle nascite”, una pratica che, secondo la Casa Bianca, sarebbe sfruttata da cittadini stranieri per ottenere i benefici della cittadinanza americana.

Nello Studio Ovale, Trump ha spiegato che le nuove misure vogliono impedire a persone facoltose di “comprarsi” la cittadinanza facendo arrivare negli Stati Uniti donne incinte con l’obiettivo di partorire sul territorio americano. “Hanno preso la cittadinanza per nascita e l’hanno ridotta a una farsa”, ha dichiarato.

Cos’è il turismo delle nascite

Il turismo delle nascite consiste infatti nel viaggio di donne in gravidanza verso Paesi che riconoscono la cittadinanza per diritto di nascita, come gli Stati Uniti, affinché il figlio diventi automaticamente cittadino americano.

Secondo il vice capo dello staff della Casa Bianca, Stephen Miller, uno degli ordini esecutivi è diretto proprio contro “il fenomeno commerciale” del turismo delle nascite, definito “una frode ai danni del sistema americano e dei contribuenti americani”. Il secondo amplia invece le categorie escluse dalla cittadinanza per nascita, includendo i figli di cittadini stranieri impegnati in attività di lobbying per governi esteri e quelli del personale diplomatico.

L’amministrazione valuta inoltre di negare il visto sia ai futuri genitori sospettati di recarsi negli Stati Uniti per partorire, sia agli organizzatori di queste reti. L’iniziativa rappresenta un nuovo tentativo di Trump di limitare lo ius soli dopo che, a giugno, la Corte Suprema aveva respinto una precedente offensiva dell’amministrazione, confermando le tutele previste dal XIV Emendamento della Costituzione.

“Pensavo che avremmo vinto la causa davanti alla Corte Suprema. Purtroppo abbiamo ottenuto una sentenza sfavorevole. Il nostro Paese ne paga le conseguenze e noi porremo fine a questa pratica in un altro modo”, ha assicurato il presidente. Rimangono però aperti i dubbi su come le nuove disposizioni saranno applicate e sulle probabili sfide giudiziarie che le accompagneranno.

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Gianluca Pace