Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump (Foto Ansa)
Gli Stati Uniti hanno colpito la strategica isola iraniana di Kharg con uno dei raid più pesanti mai condotti nella regione, distruggendo esclusivamente obiettivi militari ma evitando di colpire le infrastrutture petrolifere dell’isola, da cui passa la gran parte dell’export di greggio di Teheran. A rivendicare l’operazione è stato il presidente americano Donald Trump, che ha annunciato l’attacco con un post su Truth poco prima di salire a bordo dell’Air Force One alla Joint Base Andrews, in Maryland.
“Pochi istanti fa, su mio ordine, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha eseguito uno dei più potenti raid aerei nella storia del Medio Oriente, annientando totalmente ogni obiettivo militare nel fiore all’occhiello dell’Iran: l’isola di Kharg”, ha scritto Trump. L’isola ospita il principale hub energetico iraniano e rappresenta un nodo cruciale per l’economia del Paese.
Il presidente ha sottolineato di aver scelto deliberatamente di non colpire gli impianti petroliferi: “Le nostre armi sono le più potenti e sofisticate che il mondo abbia mai conosciuto. Tuttavia, per senso di decenza, ho scelto di non distruggere le infrastrutture petrolifere presenti sull’isola”. Ma ha anche avvertito Teheran che la decisione potrebbe cambiare: “Qualora l’Iran, o chiunque altro, dovesse compiere azioni volte a ostacolare il libero e sicuro transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente tale decisione”.
Trump ha poi rivendicato la superiorità militare americana: “Durante il mio primo mandato ho ricostituito le nostre Forze Armate, trasformandole nella forza più letale, potente ed efficace al mondo”. E ha lanciato un duro avvertimento: “L’Iran non possiede alcuna capacità di difendere alcunché noi decidiamo di attaccare”.
Secondo il presidente, Teheran sarebbe ormai alle corde: “L’Iran è completamente sconfitto e vuole un accordo — ma non un accordo che io accetterò”.