Trump, il discorso del 4 luglio diventa un comizio: "Identità Usa sotto attacco da radicali ed estremisti, non saremo mai un Paese comunista" - Blitz Quotidiano
L’identità americana “è sotto un nuovo attacco di radicali ed estremisti interni” e, per questo, “possiamo perdere le elezioni di metà mandato solo se ci comportiamo da stupidi”. Donald Trump, parlando al Mount Rushmore in occasione delle celebrazioni del 4 luglio alla vigilia del 250esimo anniversario della libertà americana che si celebrerà a Washington, ha citato il rischio di comunismo. “Il Partito Comunista è composto da immigrati clandestini, criminali e da chiunque non debba lavorare. Il comunismo è un fallimento. Lo è sempre stato e lo è tuttora. È un fallimento totale. Guardate le persone che lo promuovono. Alla vigilia di questo 250esimo anniversario della libertà americana, dichiariamo e giuriamo che l’America non sarà mai un Paese comunista”.
A una generazione di distanza da quando “abbiamo combattuto e vinto la Guerra Fredda contro la minaccia del comunismo, assistiamo oggi a una recrudescenza di tale minaccia nella nostra terra, alimentata anche da chi è appena arrivato nel nostro Paese e abbraccia idee diametralmente opposte al nostro stile di vita. Non si tratta di semplici divergenze politiche, come quelle su tasse o regolamenti”, ha continuato Trump, per il quale “il comunismo rappresenta una minaccia mortale per la libertà americana. È la minaccia più grave che il nostro Paese abbia mai affrontato, superando persino la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, Pearl Harbor o l’11 settembre”. Perché il comunismo “è nemico dei popoli liberi ovunque essi siano. È nemico della Costituzione. Soprattutto, è nemico del 4 luglio 1776. Mentre radicali ed estremisti attaccano a ogni piè sospinto la nostra straordinaria storia, tacciono sulla storia nefasta del comunismo stesso. Il loro sistema ha causato più morte e distruzione di qualsiasi altro sistema mai sperimentato: nel secolo scorso ha ucciso 100 milioni di persone. Il comunismo è l’esatto opposto della vita, della libertà e della ricerca della felicità: è morte, tirannia e ricerca del male”, ha rincarato il presidente.
“La morale comunista, priva di Dio, sostiene che qualsiasi mezzo sia giustificato per realizzare le visioni disumane che propugna. Non nutre alcun rispetto per la legge, la giustizia, i principi, la tradizione o i diritti conferiti da Dio. È un’ideologia fondata su furto, controllo, menzogne e omicidi di massa. Tali dottrine non possono trovare spazio in una democrazia, poiché la prima cosa che fanno, una volta al potere, è distruggerla, proprio come hanno fatto i comunisti in altri Paesi di tutto il mondo”, ha attaccato Trump. “In parole povere, il comunismo incarna idee e abusi peggiori della storia, perpetrati dalle persone peggiori; la fondazione dell’America rappresenta invece idee e tradizioni migliori della storia, opera delle persone migliori. Si può essere leali a Karl Marx oppure all’America. Si può essere comunisti o patrioti. Non si può essere entrambe le cose”, ha tuonato il tycoon, chiudendo un discorso di quasi 30 minuti, tra gli applausi.
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha inviato un messaggio di congratulazioni al suo omologo americano. “Oggi la Russia e gli Usa, le due maggiori potenze nucleari del mondo, hanno una responsabilità speciale nel mantenere la sicurezza e la stabilità internazionale”, sottolinea Putin nel messaggio, secondo quanto riferito dall’agenzia Tass.
Queste invece le parole di Sergio Mattarella che ha ricordato che Usa e Italia debbano continuare a lavorare insieme: “In un frangente storico segnato da sfide senza precedenti per l’umanità, è essenziale che Washington e Roma, anche nell’alveo dell’Alleanza Atlantica e attraverso la partecipazione alle Nazioni Unite e agli altri consessi multilaterali, continuino a lavorare insieme a favore di pace, sicurezza e prosperità per i rispettivi popoli e per il mondo intero”.
Mattarella ha proseguito: “Quest’anno la festa del 4 luglio acquisisce un significato eccezionale per gli Stati Uniti d’America, ricorrendo il duecentocinquantesimo anniversario dell’indipendenza. Desidero pertanto rivolgere all’amico popolo statunitense le più vive felicitazioni della Repubblica Italiana e mie personali”, sottolinea Mattarella nel messaggio a Trump, per quello che definisce uno “storico anniversario”.
Il presidente italiano ha parlato della celebrazione: “L’odierna celebrazione appartiene alla storia degli Stati Uniti ma è divenuta nel tempo patrimonio condiviso di quanti si riconoscono nei princìpi di libertà, rappresentanza democratica e tutela universale dei diritti di ogni uomo, anche nel ricercare una vita dignitosa e felice”.
“Muovendo da questi ideali fondativi la Dichiarazione di Indipendenza del 1776 ha ispirato il percorso politico e civile degli Stati Uniti, come di molti altri popoli in ogni continente – ha aggiunto il capo dello Stato -. Tali nobili sollecitazioni sono state e restano, inoltre, punto di riferimento di una visione delle relazioni tra gli Stati modellata sul diritto, sulla cooperazione e sul sostegno alle istituzioni internazionali sorte nella ripulsa delle tragedie del secolo scorso”.