Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump (Foto Ansa)
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avverte gli alleati della NATO: se non contribuiranno a garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, il futuro dell’Alleanza potrebbe essere “molto negativo”. È il messaggio diretto lanciato dal tycoon in un’intervista al Financial Times, in cui chiede a Europa e partner asiatici di unirsi allo sforzo militare statunitense contro le minacce provenienti dall’Iran nel Golfo Persico.
“È assolutamente opportuno che coloro che traggono beneficio dallo Stretto contribuiscano a garantire che lì non accada nulla di male”, ha detto Trump nell’intervista di circa otto minuti. Il presidente americano sostiene che molte economie dipendono dal petrolio che attraversa il passaggio strategico: “Europa e Cina dipendono fortemente dal petrolio proveniente dal Golfo, a differenza degli Stati Uniti”.
Il leader americano ha quindi lanciato un avvertimento esplicito agli alleati: “Se non ci sarà alcuna risposta, o se la risposta sarà negativa, credo che ciò sarà molto dannoso per il futuro della Nato”.
Le parole arrivano all’indomani di un appello rivolto a diversi Paesi — tra cui Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud e Gran Bretagna — affinché partecipino a uno “sforzo congiunto” per sbloccare lo Stretto, attraverso il quale passa circa il 20% del petrolio mondiale.
Nonostante la richiesta, Trump ha mostrato scetticismo sulla disponibilità degli alleati. “Abbiamo un’organizzazione chiamata Nato. Siamo stati molto generosi. Non eravamo tenuti ad aiutarli per la questione dell’Ucraina. L’Ucraina dista migliaia di chilometri da noi, eppure li abbiamo aiutati. Ora vedremo se saranno loro ad aiutare noi”, ha dichiarato. “Perché sostengo da tempo che noi ci saremo per loro, ma loro non ci saranno per noi. E non sono affatto sicuro che, alla prova dei fatti, ci saranno”.
Alla domanda su quale tipo di supporto militare chieda agli alleati, Trump ha risposto senza esitazioni: “Qualsiasi cosa serva”. In particolare ha citato l’invio di dragamine — navi che l’Europa possiede in numero maggiore rispetto agli Stati Uniti — e personale specializzato “in grado di neutralizzare alcuni elementi ostili che si trovano lungo la costa iraniana”.
Il presidente ha lasciato intendere di voler impiegare anche squadre di commando europee per contrastare le attività iraniane nel Golfo. “Li stiamo colpendo molto duramente”, ha detto riferendosi alle forze di Teheran. “Non gli resta altro che creare qualche piccolo problema nello Stretto”.
Trump ha inoltre chiesto un contributo diretto anche a Pechino, prima di un possibile vertice con il presidente cinese Xi Jinping previsto a fine mese. “Credo che anche la Cina dovrebbe dare una mano, dato che riceve il 90% del suo petrolio proprio attraverso lo Stretto”, ha affermato, aggiungendo che aspettare il vertice “sarebbe troppo tardi”.
Il tycoon ha poi espresso irritazione per la risposta del Regno Unito dopo una telefonata con il premier Keir Starmer. “Il Regno Unito potrebbe essere considerato l’alleato numero uno… eppure, quando ho chiesto loro di intervenire, si sono rifiutati”, ha detto. “E quando abbiamo praticamente annullato la capacità di minaccia dell’Iran, loro hanno detto: ‘Beh, allora invieremo due navi’. E io ho risposto: ‘Abbiamo bisogno di queste navi prima di vincere, non dopo aver vinto’”.
Trump ha infine rivendicato i risultati militari delle ultime settimane contro Teheran, anche con il supporto di Israele. “Abbiamo essenzialmente decimato l’Iran. Non hanno Marina, né difesa antiaerea, né aviazione. È tutto perduto”, ha detto, sostenendo che l’unica minaccia rimasta sono mine e piccoli attacchi nello Stretto.
Sulle voci di un possibile aiuto della Russia all’Iran con dati satellitari, Trump ha ammesso di non sapere “se sia vero o meno”, ricordando però il sostegno americano a Kiev sotto la precedente amministrazione guidata da Joe Biden. “È difficile dire: ‘Voi state prendendo di mira noi’, quando noi stessi abbiamo fatto esattamente la stessa cosa”.