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Trump non esclude il ricorso all’Insurrection Act per il voto di novembre: “Non prendo nessun impegno”

Donald Trump non esclude il ricorso all’Insurrection Act o la proclamazione di un’emergenza nazionale in vista delle elezioni di metà mandato di novembre. Intervistato da Time, il presidente americano ha evitato di escludere qualsiasi ipotesi alla domanda sulla possibilità di dichiarare lo stato di emergenza nel periodo precedente al voto: “Non prendo nessun impegno”. Trump ha anche richiamato esplicitamente l’Insurrection Act, la legge del 1807 che consente al presidente, in determinate circostanze, di impiegare le forze armate sul territorio nazionale.

Secondo Time, all’interno della Casa Bianca alcuni consiglieri stanno valutando le possibili conseguenze di un eventuale cambio della maggioranza al Congresso e le risposte dell’amministrazione nel caso in cui i democratici conquistassero la Camera, il Senato o entrambi i rami.

Il ritorno in Texas

Intanto Trump torna in Texas, nonostante l’audio trapelato di Ken Paxton, candidato repubblicano al Senato sostenuto dal presidente. In una conversazione privata con donatori, Paxton avrebbe definito la convention repubblicana di Dallas un elemento negativo per la campagna, sostenendo che dopo l’evento “i numeri di tutti sono calati”.

Trump ha detto di “non aver sentito” le dichiarazioni, definendo comunque la convention “fantastica” e sottolineando l’ampio seguito ottenuto. Il portavoce di Paxton, Nick Maddux, ha invece parlato di “sciocchezze manipolate per creare una storia inesistente”, citando un sondaggio interno favorevole al candidato. Trump sarà oggi a Denton per un appuntamento elettorale, mentre sul nord del Texas sono previste forti piogge e possibili alluvioni.

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Gianluca Pace