Se l’Iran dovesse bloccare il traffico di petrolio nello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti reagirebbero con una risposta militare molto più dura di quella già messa in campo. A dirlo è il presidente americano Donald Trump, mentre Washington ha avviato un’indagine su un attacco che nei primi giorni della guerra ha colpito una scuola causando 175 morti, tra cui 165 bambine.
Trump ha lanciato il suo avvertimento sulla piattaforma Truth. Se Teheran decidesse di interrompere il passaggio delle petroliere nello stretto, ha detto, l’Iran verrebbe colpito dagli Stati Uniti “venti volte più forte” rispetto alle operazioni condotte finora. Il presidente ha aggiunto che verrebbero presi di mira “obiettivi facilmente distruggibili che renderebbero virtualmente impossibile per l’Iran ricostruirsi, come nazione. Morte, Fuoco e Furia regnerebbero su di loro. Ma spero, e prego, che ciò non accada!”.
Trump ha poi definito l’eventuale blocco dello stretto “un regalo Usa alla Cina e a tutte le nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero sia un gesto che sarà molto apprezzato”.
Nel frattempo gli Stati Uniti stanno indagando sull’attacco contro una scuola elementare nella città di Minab, affacciata proprio sullo Stretto di Hormuz e sede di una importante base dei pasdaran. “Stiamo indagando proprio ora”, ha detto Trump. “Qualunque cosa dimostri il rapporto, sono disposto a conviverci”, ha aggiunto, precisando però di non “sapere abbastanza” sull’episodio.
Alla domanda se fossero stati gli Stati Uniti a bombardare la scuola, il presidente ha risposto: “No. A mio parere e in base a ciò che ho visto, è stato l’Iran”.