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“Usa hanno perso la guerra in Iran”: dal New York Times alla Cia, nessuno crede alle verità alternative di Trump

“Il presidente Trump ha perso questa guerra”: l’accordo con l’Iran è il “benvenuto ma porta con sé delle verità dure”. Lo afferma il board editoriale del New York Times, sottolineando che gli Stati Uniti emergono dal conflitto “indeboliti militarmente, diplomaticamente ed economicamente e ne pagheranno le conseguenze strategiche per anni”.

“Ridimensionamento umiliante”

I dettagli dell’accordo non sono ancora chiari ma Donald Trump sembra aver ottenuto “ben poco. Per lui è un ridimensionamento umiliante”. Come “punizione” per le sue colpe, Trump ha “accettato un accordo di pace che il mondo intero riconosce come una sconfitta per lui. E’ un passo indietro anche per l’America”, ha messo in evidenza il board.

“Usa hanno perso la guerra in Iran”: dal New York Times alla Cia, nessuno crede alle verità alternative di Trump (foto Ansa-Blitzquotidiano)

Anche il board editoriale del Wall Street Journal, che ha sempre difeso l’azione del presidente americano contro Teheran, critica l’accordo raggiunto.

“E’ innegabile che Trump stia facendo marcia indietro sui suoi obiettivi principali” perché “la pressione politica interna è cresciuta e portare a termine l’impresa comporterebbe rischi militari maggiori”, ha messo in evidenza il quotidiano Usa prevedendo che il cessate il fuoco di 60 giorni verrà rinnovato, “probabilmente molte volte”.

La Cia ha raccolto informazioni di intelligence che sollevano seri dubbi sulla disponibilità dell’Iran a concedere le aperture chieste dagli Stati Uniti in un eventuale accordo definitivo. Lo ha riferito, secondo quanto riportato da Axios, il capo della Cia John Ratcliffe a Donald Trump e altri funzionari dell’amministrazione.

Ratcliffe non è comunque l’unico scettico, anche il segretario di Stato Marco Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegseth hanno sollevato timori ed espresso preoccupazioni sull’Iran.

Nel corso di una serie di incontri avvenuti domenica prima dell’annuncio dell’accordo, Ratcliffe e Rubio hanno detto che sulla base delle informazioni di intelligence nutrivano dubbi sul fatto che gli iraniani avrebbero accettato di prendere sul nucleare le misure che gli Stati Uniti cercavano.

Le informazioni di “intelligence riflettono che le intenzioni dell’Iran non sono in linea con gli impegni dell’accordo”, ha riferito una fonte a Axios.

I 300 miliardi del controverso fondo diventano 300 milioni

L’amministrazione Trump valuta la creazione di un fondo da 300 miliardi di dollari per l’Iran qualora Teheran accetti un accordo definitivo per mettere fine alla guerra che includa il nucleare. Lo riporta il Financial Times citando un funzionario americano, secondo il quale il fondo sarebbe legato alla performance dell’Iran nel rispettare gli obiettivi fissati.

La creazione del fondo sarebbe condizionata all’accordo finale che è parte del memorandum di intesa e seguirebbe l’estensione del cessate il fuoco di 60 giorni, la riapertura dello Stretto di Hormuz e ulteriori trattative sul nucleare.

Trump si è affrettato a smentire, alla sua maniera, togliendo uno zero alla cifra presunta (300 milioni) del fondo, negando per non dar l’idea di aver offerto soldi agli ayatollah.

“L’Iran ha accettato di non dotarsi mai di armi nucleari. Inoltre, la storia secondo cui gli Stati Uniti starebbero pagando a Teheran 300 milioni di dollari è una fake news diffusa dai democratici”, ha scritto il presidente sul suo social Truth.

 

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Amedeo Vinciguerra