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Usa, la Corte Suprema ha autorizzato a riprendere le espulsioni degli immigrati verso Paesi terzi

Via libera della Corte suprema degli Stati Uniti all’amministrazione Trump a riprendere il programma di espulsione dei migranti verso Paesi terzi, quindi diversi da quello di origine, senza concedere loro la possibilità di sollevare obiezioni legate ai diritti umani. Questa decisione sospende gli effetti di una sentenza che aveva bloccato la pratica, in attesa che la Corte si pronunci sulla sua legalità. Contro il parere dei tre giudici progressisti (su un totale di nove), la Corte ha quindi accolto la richiesta dell’amministrazione Trump di sospendere la sentenza di un tribunale inferiore.

Una vittoria per Trump

La Corte esaminerà il caso nel merito a dicembre. Il governo ha contestato la sentenza emessa a febbraio da un giudice federale di Boston, secondo la quale le persone che rischiano l’espulsione verso un Paese diverso dal proprio devono essere in grado di dimostrare il rischio di persecuzione o tortura in quel Paese. La misura, fortemente voluta da Trump, prevede che i migranti possano essere deportati rapidamente e senza preavviso verso Paesi terzi, che hanno fornito una garanzia diplomatica credibile di non perseguitare o torturare i migranti. Lo scorso anno, secondo dati raccolti da diverse organizzazioni internazionali che si occupano della tutela dei migranti, oltre 25mila persone sono state deportate in 29 Paesi, la maggioranza destinata al Messico.

 

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Giuseppe Avico