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Gli Stati Uniti impongono nuove sanzioni alla Corte penale internazionale (Cpi). La stretta, annunciata dal Dipartimento del Tesoro, arriva poco dopo l’assegnazione del Nobel per la Pace a Navy Pillay, ex giudice della Corte.
“Vieteremo le transazioni con questo tribunale canaglia, tagliandone le risorse e paralizzandone la capacità operativa”, ha dichiarato il segretario di Stato Marco Rubio, secondo quanto riportato da Reuters. “Il presidente Trump non permetterà mai alla Corte penale internazionale di perseguire cittadini americani”, ha aggiunto, ribadendo la contrarietà dell’amministrazione statunitense alle iniziative giudiziarie della Cpi nei confronti di cittadini degli Stati Uniti.
La Corte penale internazionale ha reagito duramente alla decisione di Washington, denunciando le conseguenze delle misure restrittive. Le sanzioni statunitensi rappresentano “un attacco allo Stato di diritto e agli stessi fondamenti dell’ordine giuridico internazionale, che infligge un duro colpo al principio fondamentale secondo cui nessuno è al di sopra della legge”, si legge in una dichiarazione diffusa dalla Corte.
Nel comunicato, l’istituzione ha inoltre avvertito che “la storia giudicherà questo momento”.
“È profondamente deplorevole che gli Stati Uniti abbiano annunciato l’intenzione di imporre sanzioni. L’Ue collaborerà strettamente con la Cpi per garantire che continui a operare in modo efficace” ed “è pronta ad adottare tutte le misure necessarie per consentire alla Corte di svolgere il proprio lavoro, nonché per tutelare gli interessi degli operatori dell’Ue all’interno del mercato unico”. Lo rende noto la Commissione Ue sottolineando che “poiché è previsto un periodo di transizione di sei mesi prima che le misure entrino in vigore, c’è spazio per il dialogo”.
“C’è anche l’Italia fra i Paesi occidentali che pubblicheranno una dichiarazione per confermare fiducia nella Corte penale internazionale e ribadire di essere contrari alle sanzioni Usa alla Corte Penale Internazionale”: lo affermano fonti della Farnesina.
“Verrà confermato – si spiega – il sostegno alla Corte: assieme a paesi come Germania, Francia, Giappone e Canada, l’Italia ricorda il suo sostegno all’indipendenza, imparzialità e integrità della Cpi”.
“L’Italia – aggiungono le fonti – e gli altri Paesi sostengono di voler portare avanti un dialogo costruttivo e inclusivo con gli Stati non Parte dello Statuto di Roma, come sono gli Stati Uniti”.
E il nostro Paese, assieme ai partner dichiara di “prendere atto con soddisfazione del lavoro svolto dalla Corte per prepararsi all’adozione di tali sanzioni, affinché la Corte possa continuare ad adempiere al proprio mandato ai sensi dello Statuto di Roma”. L’Italia, quindi, “ribadisce il suo incondizionato sostegno affinché la Corte possa farlo”.