Vannacci, la nuova ossessione della politica. E tra destra e sinistra il vero scontro resta ancora tutto da giocare (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Esageratamente, il generale Vannacci e il suo Futuro Nazionale sono diventati la grande ossessione della politica. A destra temono che i suoi consensi aumentino a causa di quei nostalgici che non digeriscono la moderazione della Meloni. A sinistra, invece, sperano che la nuova forza possa togliere voti alla maggioranza di modo che alle politiche del 2027 sarà quasi una passeggiata battere la premier. Attenzione, non è che Elly Schlein, di punto in bianco, sia passata dall’altra parte della barricata. Le conviene solo che il successo del generale arrivi fino a quel tanto che permetta al Pd di vincere la competizione ribaltando l’attuale assetto politico. Soltanto per questo diventa una ossessione che durerà lo spazio di qualche mese finchè a governare il Paese sarà un’altra alleanza.
Così, Vannacci diventa l’odierna cartina di tornasole e di lui si parla sin troppo perchè francamente questa “fissa” dell’ultra destra è andata al di là di qualsiasi previsione. Sta di fatto però che la realtà è diversa: Vannacci approda addirittura a Cernobbio, il sinedrio degli imprenditori che contano, vedendosela con Mario Monti, il quale usa la parola fascismo per chiudere il discorso. Comunque sia, non è da poco il fatto che si sia seduto dinanzi a quella platea. Qualcuno ritiene che è meglio coccolarselo, i risultati della politica sono sempre incerti. Però, se la situazione per il generale dovesse volgere al peggio chi ora lo incensa lo butterebbe a mare in quattro e quattr’otto. Rimane il dubbio che fa nascere (tanto per cambiare) un’altra rissa fra destra e sinistra. Nemmeno la festa per la stabilità del governo ha placato gli animi.
Anzi, il duello è diventato più aspro e il politicamente corretto è andato a farsi benedire. “Stabilità vuol dire credibilità” è stato il motto della manifestazione di Bari. “Nel caso italiano ha voluto significare “immobilismo”, replicano gli avversari. Giorgia ricorda i grandi successi ottenuti con l’occupazione, il traguardo delle donne che sono state assunte a tempo indeterminato, il problema dei migranti irregolari, gli sbarchi notevolmente diminuiti, lo spread sceso al di sotto degli 81 punti base, la sicurezza, documentata il giorno di Ferragosto dal ministro degli Interni. “Chi vuole ostacolarci non ha capito con chi a che fare”, tuona la premier. “Sono stati quattro anni di disastri”, replica Elly Schlein. “Nemmeno una delle promesse fatte in campagna elettorale è andata in porto”. Interviene Arianna, la sorella di Giorgia: “La sinistra è senza idee. Usa sempre i soliti sostantivi a cui la gente non crede più”. Insomma, un giorno del 2027 si andrà alle urne tra accuse e promesse e chi si presenterà al seggio (almeno ora) non saprà come raccapezzarsi.
Il ritornello non cambia mai, ha sempre il solito refrain. Da una parte si accusa la minoranza di non sapere nemmeno chi sarà il leader del campo largo. A sinistra si risponde elencando tutti i fallimenti del governo guidato da Giorgia Meloni. “Non ho mollato e non mollerò mai”, sostiene dal palco di Bari la premier che alza il tono della voce. Elly Schlein ha molte gatte da pelare perchè nella sua coalizione la tranquillità non è di moda. I riformisti, i nostalgici della vecchia Dc, i contrari alla rivoluzione a sinistra della segretaria. Cosicchè il panorama non è dei migliori e chi legge i giornali o vede la tv è per lo meno sconcertato.
La sicurezza segna il passo, di omicidi se ne sente parlare ogni giorno, la delinquenza minorile non ha più limiti, gli stranieri irregolari senza lavoro diventano protagonisti di fatti che lasciano senza fiato. Ma anche fra noi italiani si evidenziano notizie che fanno rabbrividire: l’ultima è quella di Lorena Isceri prima ferita a coltellata e poi gettata da una cavalcavia. Il protagonista è il suo ex compagno che, dopo tanto terrore, si è suicidato gettandosi anche lui nel vuoto. Il padre di Lorena scrive: “E’ necessario ed urgente un appello all’unità senza destra, nè sinistra. Bisogna prendere provvedimenti affinchè non accadano più femminicidi come quello del quale è stata vittima mia figlia”. La speranza è che queste parole di un genitore distrutto dalla sofferenza per la perdita di una sua creatura vengano lette e imparate a memoria da chi dovrebbe agire subito e non trascorrere giorni se non mesi a cercare cavilli che hanno il solo scopo di annullare il nemico. E’ questo il traguardo di un paese democratico?
Per chiudere, due parole su Kimi Antonelli (ne meriterebbe duemila). Partito dal diciannovesimo posto ha trionfato a Monza. Erano 60 anni che non vinceva un italiano. Chissà che cosa ne pensano quegli straordinari dirigenti della Ferrari che preferiscono guardare fuori dai confini e non si accorgono che in Italia c’è un “ragazzino” di appena vent’anni che fa impazzire migliaia di persone che affollano l’autodromo, anche quelle che sventolano bandiere con il cavallino rosso.