Vannacci, il terzo incomodo della destra italiana (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Che cosa vuole, insomma, il generale Vannacci? Forse non lo sa nemmeno lui. Per ora studia e straparla anche contro la destra di governo. Un pericolo nero? “Quando mai, è soltanto un fenomeno che presto sarà dimenticato”, sostengono quelli che lo vedono con il sangue agli occhi. “Siamo considerati la feccia della politica”, grida lui sorridendo. “Per il momento siamo al cinque per cento delle preferenze, abbiamo alle spalle Matteo Renzi e Carlo Calenda. Alla Lega penseremo in un futuro assai prossimo”. Eccola la data che i big di Futuro Nazionale sognano: il 2027 quando “dimostreremo tutta la nostra forza”. Ottimismo sfrenato a parte, non c’è dubbio che le politiche saranno il banco di prova per quella che già adesso è considerata la destra-destra, assai lontana da quella della premier e di Antonio Taiani. Di Salvini è meglio non parlare perchè è proprio lui che ha “inventato” Vannacci ed è proprio lui che da vice presidente del consiglio deve batterlo.
Un paio di giorni fa a Roma, il generale che ormai ha messo in naftalina la divisa, ha presentato il suo movimento a cui hanno aderito qualche amico della premier ed altri della Lega che non gradivano più il lavoro del segretario. Si sono fatti fotografare per le vie del centro, in ordine militare. Qualcuno ha subito preso la palla al balzo ed ha parlato di “Marcetta su Roma”. Al di là delle battute e delle frasi cariche di ironia resta l’interrogativo di fondo: che cosa vuole il generale? Da che parte sta? Qualche autorevole commentatore scrive a ragione: “Per il momento aspetta”. Da uomo furbo e scaltro qual è ha imparato l’arte del temporeggiamento perché in questo modo tiene sulla graticola sia la maggioranza che l’opposizione. Possibile? Assolutamente si.
Tutte le previsioni ed anche i sondaggi più credibili ritengono che alle politiche non vincerà nessuno. Per meglio dire si verificherà un pareggio che non consentirà a nessuno di fare un governo. Un problema serio per entrambi gli schieramenti che sono favorevoli ad uno “stabilicum”, cioè ad un esecutivo in grado di guidare il Paese per una intera legislatura. Delle coalizioni rabberciate che durano lo spazio di un mattino non se ne può più, soprattutto perché lasciano il Paese nel guado senza un futuro.
È proprio a questo punto che Futuro Nazionale diventerà indispensabile. I voti del generale Vannacci potrebbero far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Solo allora presenterà il suo biglietto da visita. A sinistra potrebbero rifiutare la sua collaborazione? Come? Un uomo che esalta la Decima Mas, che ritiene di essere l’unica vera destra del Paese potrebbe lavorare insieme con Fratoianni, Bonelli e Landini. In politica mai dire mai, l’arte del possibile è sempre presente tanto più che l’attuale segretario della Cgil sta facendo da tempo carte false pur di entrare in politica dalla porta principale. Tanto è vero che qualcuno (ad esempio il quotidiano di Maurizio Belpietro) ipotizza un esecutivo in cui, oltre a Elly Schein come premier, ci sarebbero Matteo Renzi agli Esteri, Giuseppe Conte all’Economia, Roberto Speranza alla Salute, Alessandro Zan alla Famiglia e dulcis in fundo Maurizio Landini al Lavoro. Ipotesi quanto mai surreale perchè il leader dei 5Stelle sogna una sola poltrona, quella di Palazzo Chigi e per ottenerla sarebbe pronto alle capriole di ogni tipo.
Sono queste le “Scintille” (copyright del Foglio) che non imbarazzano Vannacci il quale non esclude una strada simile a quella dei grillini di un tempo arrivati in un attimo a diventare la prima forza politica italiana. È probabilmente questo il motivo per cui oggi il generale fa finta di tentennare dando un colpo al cerchio ed un altro alla botte. Ad esempio, non ha ritenuto una grave scorrettezza (un sessismo) la frase pronunciata dal pentastellato Francesco Silvestri che rivolto alla premier l’accusava di usare le ginocchiere per meglio genuflettersi a Trump. È questo il politicamente corretto di cui i 5Stelle si vantano e ritengono di seguire?
Dunque, c’è chi si chiede: quante destre annovera il nostro Parlamento? Rispondono i più autorevoli commentatori: “Una sola, quella guidata da Giorgia Meloni”. Il Futuro Nazionale dove lo mettiamo? Nelle parentesi politiche che durano lo spazio di un mattino. Sarà vero? Solo un futuro non lontano ce lo potrà dire.