Politica

Vannacci vuole “tassare” le bestemmie per finanziare il welfare

Roberto Vannacci vuole “tassare” le bestemmie per fare cassa e finanziare anche in questo modo il welfare. Futuro Nazionale, il partito fondato dall’ex generale della Folgore, come è noto ha pubblicato online il suo programma e nella seconda parte del documento c’è un capitolo dedicato ai “Valori non negoziabili”. E a pagina 83 si fa esplicitamente riferimento all'”articolo 724 del Codice penale (bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti ndr)” che “dovrà essere puntualmente applicato, con la verifica da parte delle Forze dell’Ordine e la segnalazione all’autorità giudiziaria”.

“La mancata sanzione, per assuefazione o buonismo ideologico, delle violazioni del Codice penale in materia morale grave rappresenta un fattore di disgregazione delle virtù e, inoltre, di mancati introiti per le casse dello Stato, il quale potrebbe destinare tali proventi al sociale e ad iniziative utili per lo sviluppo del Paese”, si legge nella base ideologica e programmatica di Futuro Nazionale.

Cosa prevede l’articolo 724 del Codice penale

L’articolo 724 del Codice penale a cui fa riferimento Vannacci spiega che “chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità [o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato] è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309. La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti”.

È bene ricordare (forse anche allo stesso Vannacci) che bestemmiare non è più un reato dal 1999, grazie alla depenalizzazione prevista dal decreto 507. Una bestemmia in pubblico è ora solo un illecito amministrativo punito con la sanzione pecuniaria da 51 a 309 euro che può essere comminata anche a chi insulta pubblicamente i defunti. Sui social la notizia si è ovviamente diffusa a macchia d’olio e c’è chi ha fatto notare le conseguenze dell’applicazione della norma in contesti come Toscana o Veneto dove la bestemmia è molto diffusa, diventata ormai quasi un intercalare. E viene anche da pensare se davvero sono queste le priorità dell’Italia, ma questo è un altro discorso.

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Amedeo Vinciguerra