"War book". Il governo britannico prepara i cittadini alle minacce russe e iraniane: il manuale per famiglie (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Il Regno Unito accelera la revisione dei suoi piani di difesa nazionale e si prepara a lanciare una campagna di informazione pubblica su come affrontare un’emergenza sullo sfondo di “minacce” sempre più concrete da parte della Russia.
Ma anche dopo il cyberattacco a un impianto energetico imputato ad hacker collegati all’Iran. Lo rivela il Financial Times, secondo cio il governo britannico sta aggiornando il suo ‘war book’, il manuale che stabilisce come il Paese debba rispondere a minacce esterne sia in ambito militare, come nel caso di un eventuale conflitto, sia in quello civile.
Un lavoro necessario, mentre la guerra infuria e rischia di allargarsi: stando a Bloomberg, che cita fonti vicine al Cremlino, Vladimir Putin si preparerebbe infatti a un’escalation contro l’Ucraina, lanciando potenti missili balistici contro Kiev e contro obiettivi infrastrutturali in altre città.
Le rivelazioni di Bloomberg giungono mentre il Cremlino ha confermato che il direttore della Cia John Ratcliffe ha fatto visita a Mosca, ma senza avere contatti con Vladimir Putin.
La campagna pubblicitaria invita le famiglie a dotarsi di scorte di base – come cibo in scatola e acqua in bottiglia – in vista di interruzioni prolungate legate ad azioni ostili di Stati stranieri o attacchi informatici.
“Non sarà nulla di simile alle istruzioni diffuse negli Usa durante la Guerra Fredda”, ha spiegato una fonte governativa: “Ci saranno consigli pratici su come migliorare la resilienza domestica. Sarà buon senso, non allarmismo”.
A dare ulteriore impulso al dossier sono stati alcuni episodi delle ultime settimane. Mosca ha minacciato conseguenze dopo le notizie secondo cui droni di fabbricazione britannica sono stati usati dall’Ucraina in attacchi in profondità nel territorio russo.
Oltre a questo, un ex viceministro degli Esteri russo ha affermato che potrebbero esserci azioni di sabotaggio contro le fabbriche di droni nel Regno ad opera di “gruppi sconosciuti”, dopo il via libera britannico alla produzione di missili a lungo raggio Storm Shadow da parte di Kiev.
Intanto il regime di Teheran è stato sospettato per un attacco informatico contro un piccolo impianto energetico non identificato, alimentando nuovi dubbi sulla solidità delle infrastrutture critiche del Paese.