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Politica, weekend di fuoco. Due partiti in particolare tra malumori e colpi di scena: Pd e Lega. Coalizioni alla prova tra congressi e raduni carbonari. Un fine settimana affollato e allungato, iniziato in verità giovedì con le 43 proposte del neonato “Più1” di Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli che sognano, da riformatori le primarie aperte e a doppio turno.
Non c’è solo la convention di Elly Schlein. C’è dell’altro fra la Toscana e l’Umbria. Fra Montepulciano dove torna il così detto Correntone di Andrea Orlando, Dario Franceschini e Roberto Speranza e Orvieto. Indecisi se stare con Elly o contro.
La segretaria dem va con Orlando. L’ex commissario UE a Orvieto. A Montepulciano ci saranno invece un po’ tutti: da Laura Boldrini ad Arturo Scotto, da Marco Furfaro a Igor Taruffi fino a Stefano Bonaccini, ex riformista fulminato sulla via di Elly.
Resta con il cerino in mano Alessandro Onorato, assessore del Comune di Roma, fondatore del PCI (Progetto Civico Italia) benedetto da Goffredo Bettini. Domenica a mezzogiorno il congresso sarà chiuso dall’annunciato comizio di Elly Schlein, mentre ad un centinaio di chilometri di distanza, da sabato inizierà l’assemblea di “Libertà Eguale” di Enrico Morando e Stefano Ceccanti. Concludendo a Orvieto Interverranno sul palco ci saranno Paolo Gentiloni, Lia Quartapelle, Giorgio Tonini, Giorgio Gori. In Umbria ci saranno anche Benedetto Della Vedova, Graziano Del Rio, Piero Fassino, Lorenzo Guerini e Raffaella Paita.
Il congresso del Carroccio cominciato di fatto venerdì a mezzo giorno. Ma è sabato e domenica che a Milano si celebrerà il congresso straordinario della Lega annunciato da Matteo Salvini dal palco di Pontida per chiudere la stagione delle polemiche interne.
La candidatura di uno sfidante, cioè il senatore Massimo Garavaglia, ha però sparigliato le carte. Con due candidati infatti si passa dal voto palese al voto segreto. Di mezzo ai due contendenti c’è poi l’opzione “astenuto”, un drappello di astenuti tutt’altro che neutro a dispetto dell’etichetta.
Nel drappello spiccano i nomi di Luca Zaia e i suoi ex assessori: Manuela Lazzarin, Elisa De Berti, Roberto Marcato. Più il consigliere trevigiano Stefano Marcon. Pronostici: nei corridoi di Palazzo Ferro Fini di Venezia, dove martedì si è svolta la seduta del Consiglio Regionale, si sono fatte delle scommesse: i più prudenti danno Garavaglia, complice il liberatorio voto segreto, almeno al 10%. I più entusiasti si lanciano sul 30%. I naviganti di lungo corso si attestano su un realistico 20-25%. Staremo a vedere.