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Zelensky: “I russi rapiscono i bimbi ucraini e li addestrano a combatterci, ho le prove”

La Russia non si limiterebbe a deportare i bambini ucraini in campi di rieducazione, ma li addestrerebbe militarmente per mandarli a combattere contro il loro stesso paese. “Quando questi bambini crescono, li mandano sul campo di battaglia”, ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista alla Cbs News. “Insegnano a questi bambini a odiare il loro paese, a odiare il loro popolo”.

Le parole di Zelensky

Zelensky ha anche dichiarato di possedere prove a sostegno dell’accusa, senza però specificarne la natura. È la prima volta che la formula pubblicamente in questi termini, andando oltre quanto finora documentato sul programma statale russo di deportazione. La Corte penale internazionale aveva già emesso nel 2023 un mandato di arresto per Vladimir Putin per “deportazione illegale di popolazione (bambini)”. Il Cremlino ha sempre definito l’iniziativa un’operazione umanitaria per gli orfani di guerra. Secondo le stime ucraine, i bambini rapiti sarebbero almeno 20.000, ma Kiev sospetta numeri ben più alti. Un rapporto del Laboratorio di Ricerca Umanitaria della Yale School of Public Health ha stabilito a marzo che Gazprom e Rosneft hanno contribuito a finanziare la rieducazione di oltre 2.000 minori. Lo stesso rapporto sostiene che la deroga temporanea alle sanzioni sul petrolio russo concessa dall’amministrazione Trump ha generato profitti inaspettati per entrambe le società. Interpellato sul punto, Zelensky è stato netto:  “La revoca delle sanzioni è un aiuto per i soldati russi. Spero che il Congresso trovi nuovamente la possibilità di imporre sanzioni ai russi, a causa dei bambini”.

Sul fronte diplomatico, il presidente ha indicato una finestra temporanea: “Prima dell’inverno dobbiamo trovare un modo, un modo diplomatico, per sederci e parlare”. E poi ha indicato come possibili mediatori europei il trio Gran Bretagna, Francia e Germania: “Questi tre Paesi, a mio avviso, possono agire come negoziatori”.

E, come sapete, ha aggiunto, “la Turchia ha sempre voluto essere un mediatore, e abbiamo persino compiuto dei passi concreti con il ritorno dei nostri prigionieri di guerra. Anche questo è molto importante”. Nessun cenno invece all’Italia. Ma chi sarà alla fine? “Spetta all’Ucraina e all’Europa decidere chi sarà, ed è altrettanto importante che la Russia sia pronta ai negoziati, al dialogo e all’Europa” ha concluso Zelensky.

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Gianluca Pace