Zohran Mamdani giura sul Corano a New York, nella città con la più grande comunità ebraica fuori Israele (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Zohran Mamdani, primo sindaco musulmano e di origine sud-asiatica di New York, fa la storia anche perché ha giurato sul Corano nella città più grande comunità ebraica del mondo fuori da Israele. E lancia una sfida ai suoi detrattori, promettendo di dimostrare al mondo intero che “la sinistra è in grado di governare”.
Per la prima cerimonia, privata e ristretta, poco dopo la mezzanotte, il 34/enne primo cittadino ha scelto il Corano di suo nonno e uno appartenuto ad Arturo Schomburg, scrittore e storico afroamericano che ha plasmato l’Harlem Renaissance, ad evocare la diversità di fedi, razze ed etnie della città.
Per il giuramento pubblico, all’ora di pranzo, ha affiancato al Corano del nonno quello della nonna, ribadendo così di non vergognarsi o temere per la sua fede musulmana nella metropoli che ha subito anche gli attentati islamici dell’11 settembre.
Simbolici anche il funzionario e la location scelti per il rito privato, cui ha partecipato solo una ventina di persone, tra cui la moglie Rama Duwaji e i genitori: la procuratrice generale di Ny, Letitia James, nota antagonista di Donald Trump, e una stazione della metropolitana in stile Beaux-Arts, abbandonata ma di grande impatto estetico, “a testimonianza dell’importanza del trasporto pubblico per la vitalità, la salute e l’eredità della nostra città”.
“Quando la stazione di Old City Hall — ha osservato il primo cittadino — aprì per la prima volta nel 1904, una delle 28 stazioni originali della metropolitana di New York, era un monumento fisico a una città che osava essere bella e costruire grandi opere che avrebbero trasformato la vita dei lavoratori. Questa ambizione non deve essere solo un ricordo confinato al nostro passato”.
Mamdani ha poi dato il benvenuto al nuovo commissario per i trasporti della città, Mike Flynn, un esperto urbanista, annunciando di voler rendere la rete di trasporto pubblico di New York “l’invidia del mondo”.
Sarà questo uno dei banchi di prova dell’agenda del neo sindaco, sia in superficie che underground, all’insegna di una più ampia affordability della vita cittadina su cui ha costruito il suo successo elettorale.
Alla cerimonia anche diverse personalità newyorkesi che Mamdani aveva selezionato per un comitato inaugurale, tra cui l’attore John Turturro, il drammaturgo Cole Escola e lo scrittore Colson Whitehead.
Migliaia di persone, invece, hanno assistito al giuramento sui gradini di City Hall, con la partecipazione dei due sponsor politici più influenti del primo sindaco socialista di Nyc: il senatore Bernie Sanders, che ha amministrato il giuramento cerimoniale, e la deputata Alexandria Ocasio-Cortez, che ha tenuto il discorso di apertura prima dell’intervento del sindaco.
“Molti ci osserveranno. Vogliono sapere se la sinistra è in grado di governare. Vogliono sapere se i problemi che li affliggono possono essere risolti. Daremo l’esempio al mondo”, ha assicurato Mamdani, davanti ad una folla esultante di migliaia di persone.
“A partire da oggi – ha proseguito – governeremo in modo ampio e audace. Potremmo non sempre avere successo, ma non saremo mai accusati di mancare del coraggio di provarci. A coloro che insistono sul fatto che l’era del grande governo sia finita, ascoltatemi bene: il Comune non esiterà più a usare il suo potere per migliorare la vita dei newyorkesi”.
Sanders ha insistito sul fatto che agire in tal senso, anche aumentando le tasse sui ricchi, non sarebbe un’azione radicale. “Nel paese più ricco della storia del mondo, garantire che le persone possano vivere in alloggi a prezzi accessibili non è un’azione radicale, è la cosa giusta e doverosa da fare”, ha detto.
“New York, abbiamo scelto il coraggio al posto della paura. Abbiamo scelto la prosperità per molti anziché i privilegi per pochi”, gli ha datto eco Ocasio-Cortez.
Tra le sfide di Mamdani, il suo rapporto con Trump dopo il primo incontro “rose e fiori” nello Studio Ovale. Intanto il tycoon è stato costretto ad annunciare il ritiro delle truppe della Guardia Nazionale a Chicago, Los Angeles e Portland.
Su Truth l’ha giustificato “solo” con il calo della criminalità ottenuto con la loro presenza. Ma in realtà ha dovuto adeguarsi alla bocciatura della Corte Suprema.