Rassegna stampa. Berlusconi: “Abrogheremo l’Imu”. Il Sole 24 Ore: “Contro il sommerso non basterà la lotta al contante”

Pubblicato il 17 settembre 2012 9:02 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2012 9:03
La prima pagina de Il Corriere della Sera  17-9-12

Il Corriere della Sera 17-9-12

I numeri dei ritardi italiani. Il Corriere della Sera: “Da primi a ultimi. In quarant’anni. Spicca il dato sulla crescita della produttività dell’Italia nelle 350 pagine del Rapporto sul mercato del lavoro che domani sarà presentato al Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro”.

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La nebbia fitta fuori stagione. Editoriale di Giovanni Sartori:

“Che il sistema elettorale escogitato dal leghista Calderoli, noto come il Porcellum, fosse un sistema da dimenticare e al più presto seppellire è forse l’unico punto condiviso della riforma elettorale che stiamo oramai discutendo invano da mesi e mesi.
Qual è il problema? Si sa che nessun sistema elettorale è del tutto «neutrale». Ma non esageriamo. I sistemi proporzionali favoriscono la frammentazione e i partitini; ma sappiamo che in genere basta uno sbarramento del 5 per cento come in Germania (con divieto, si intende, di alleanze che lo vanifichino) per correggere questo difetto. I sistemi maggioritari o uninominali sono invece accusati del difetto opposto: di favorire i grandi partiti. Ma talvolta è così, talvolta no. Vedi caso, da noi il Mattarellum — un sistema per tre quarti maggioritario — ha prodotto una frammentazione che né Prodi né i suoi fedeli hanno mai ammesso e tantomeno spiegato. Comunque il sistema maggioritario a doppio turno (come oggi in Francia) eliminerebbe, volendo, questo difetto”.

Senato, gran raduno dei dipendenti per difendere gli scatti di stipendio. Articolo di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella:

“Breve promemoria: la scala mobile che adeguava in automatico le buste paga di tutti i lavoratori fu minata da Craxi nel 1984 e soppressa definitivamente da Amato, dopo il fallimento del referendum voluto dal Pci, nel 1992. Gli scatti automatici che fissavano gli aumenti furono tolti a tutti i dipendenti pubblici col Decreto legislativo n. 29 del 3 febbraio ’93, quasi vent’anni fa. Per capirci: lo scudetto andava al Milan di Capello che aveva come bomber Jean Pierre Papin, la serata degli Oscar era dominata da Gli spietati eCasa Howard, Silvio Berlusconi non era ancora sceso in campo, alla guida del Pds c’era Achille Occhetto e agli esteri Emilio Colombo. Un’altra era geologica. 
Da allora, gli unici scatti automatici buoni per gli aumenti in busta paga, nel settore pubblico, sono rimasti quelli della scuola. Ovvio: chi entra come maestra alla scuola materna o professore di matematica alle medie, a fine carriera farà ancora, a meno che non cambi lavoro, la maestra alla scuola materna o il professore di matematica senza alcuna possibilità (una vergogna, ma questo è un altro discorso) di aumenti dovuti alla bravura professionale”.

La Repubblica: “Fornero: che cosa chiedo alla Fiat”. Il colloquio di Massimo Giannini con Elsa Fornero, ministro del Lavoro:

“E´ vero – ammette il ministro – finora le nostre richieste non hanno raggiunto risultati concreti. E questo è un problema che avvertiamo, mi creda. Ma con la stessa sincerità le dico che il governo, in questi mesi e in queste ore non è stato con le mani in mano. Contatti ci sono stati e ci sono, con il Lingotto. Corrado Passera si sta facendo carico del confronto sulle strategie industriali, io delle ricadute occupazionali. Le assicuro che ci stiamo muovendo”.

Costi alti, burocrazia e bassa produttività ecco perché le imprese fuggono dall´Italia. Il dossier di Paolo Griseri:

“Quando i rappresentanti dell´Alcoa si sono presentati, nei mesi scorsi, al ministero dello Sviluppo, sembravano sinceramente dispiaciuti. Dovevano annunciare la chiusura dell´attività produttiva in Sardegna: «Non lo facciamo perché ce l´abbiamo con voi, ma perché la situazione lo impone». La situazione, nel caso specifico, è il costo dell´energia. Che in Italia le imprese pagano fino al 30 per cento in più del resto d´Europa. A suo tempo l´Italia era riuscita, aggirando di fatto una normativa europea, a ridurre i costi energetici per l´azienda sarda portandoli a livello degli altri Paesi europei. Ma anche questo non è più sufficiente: «Il fatto – avevano spiegato i dirigenti della multinazionale americana – è che in Arabia Saudita ci offrono di realizzare la stessa produzione pagando l´energia il 40 per cento in meno della media europea».
Quello del costo della bolletta è solo uno dei quattro nodi da sciogliere per far ripartire gli investimenti nel sistema industriale italiano”.

La prima pagina de Il Giornale 17-9-12

Il Giornale 17-9-12

Il Giornale: “Berlusconi ci svela il piano”. L’intervista di Alessandro Sallusti a Silvio Berlusconi:

Per approfondire: Berlusconi benedice Renzi: “Ha le nostre idee”. “Aboliremo l’Imu”

“Come abbiamo abro­gato l’Ic­i così abroghere­mo subito l’Imu, perché la casa è il pilastro su cui ogni famiglia ha il dirit­to di fondare la propria sicurezza del futuro. E invece voi sapete che la sinistra come primo punto del suo program­ma ha l’imposta patri­moniale anche sui pic­coli appartamenti”.

Il caso Kate e l’ossessione anti Cavaliere. La lettera di Marina Berlusconi:

“Quello che mi interessa sottoline­are è l’assurdo ribaltamento della realtà cui arriva l’articolo della Re­pubblica , un giornale che, nel suo furore ideologico, da vent’anni cerca di cancel­lare mio padre dalla sce­na politica usando preva­lentemente due armi: spiare dal buco della ser­ratura, facendo strame della pur minima parven­zadi privacy , ed evocare il fan­tasma del conflitto di interessi.
Oggi così c’è da non credere ai propri occhi leggendo come Merlo provi disinvoltamente a invertire i ruoli di vent’anni di persecuzionegiornalistica. Checo­sa avrebbe dovuto fare, secondo lui, mio padre? Per rispetto della privacy della duchessa e badando solo ai propri interessi di uomo poli­tico, avrebbe dovuto calpestare l’autonomia editoriale della Mon­dadori, avrebbedovutocostringer­la a non pubblicare quello che la stragrande maggioranza di giorna­li di gossip , in ogni parte del globo, avrebbe fatto a gara per pubblicare (e in ogni caso ci avrebbe pensato Internet a diffondere in tutto il mon­do quelle immagini)”.

Per approfondire: Kate in topless, Marina Berlusconi:”Avevamo scatti più osé ma non li abbiamo pubblicati”

Il Fatto Quotidiano: “Regione Lazio, pronta casta: pure l’ufficio con la doccia”. Nel paese dei ladri. Editoriale di Antonio Padellaro:

“Abbiamo sbagliato a non dire no a quei soldi”: poche parole sufficienti a spiegare perché alle prossime elezioni i cittadini difficilmente riusciranno a distinguere tra il Pd e la vecchia politica dei forchettoni. E non serve che l’autore di questa frase, Esterino Montino, capogruppo dei Democratici alla Regione Lazio, dica che non è la stessa cosa spendere il denaro pubblico in ostriche o in manifesti se poi, alla resa dei conti, sia i ladri matricolati sia chi ladro non si considera hanno ugualmente intascato senza batter ciglio una barca di soldi (a parte stipendi, emolumenti, rimborsi e prebende varie, altri 140 mila euro a disposizione di ogni consigliere). Non ci soffermeremo sulla Banda Bassotti Pdl capitanata da quel Franco Fiorito che, solo a guardarlo (180 chili di peso incartati nel gessato d’ordinanza), evoca l’invettiva romanesca diventata inno nazionale: qua è tutto un magna magna”.

TelecomMedia. Scrive Marco Travaglio:

“Toh, Mediaset vuole comprarsi La 7 da Telecom Italia Media. Direttamente o tramite una testa di legno. Chi l’avrebbe mai detto. Alla vigilia della campagna elettorale in cui si gioca tutto come nel ‘ 94, B. vorrebbe neutralizzare la riserva indiana in cui si sono rifugiati gli artisti e i giornalisti cacciati da Mediaset e Rai. Ma sarebbe una notizia se non volesse farlo: vorrebbe dire che non è più lui. Invece è sempre lui, dunque non c’è notizia. Infatti gli unici a stupirsene sono quelli che lo davano per morto, anzi trovavano comodo darlo per morto. Per rimuovere il problema, evitare esami di coscienza e nascondere un fatto imbarazzante: cioè che da nove mesi governano con lui. Stiamo parlando del Pd, dell’Udc, dei fan acritici del governo Monti e dei loro house organ”. 

La Stampa: “Berlusconi riparte dall’Imu”. L’austerità di oggi figlia delle scelte del suo governo. Scrive Stefano Lepri:

“Se si tratta di rilanciare l’economia, abolire l’Imu appare una scelta poco adatta. Se si sostiene che a impedire la crescita economica è la nuova disciplina di bilancio europea (il «Fiscal Compact»), l’Italia l’ha realizzata impegnandosi a portare il bilancio dello Stato in pareggio nel 2013. Quell’impegno, come ha più volte ricordato Mario Monti, fu preso dal governo Berlusconi. Anzi nella versione di Giulio Tremonti, allora ministro dell’Economia, fu contrattato direttamente dalla presidenza del Consiglio con le autorità europee”. 

Il Sole 24 Ore: “Per centomila società bilanci in rosso da 3 anni”. Contro il sommerso non basterà la lotta al contante. Editoriale di Raffaello Lupi:

“Sono quarant’anni che, parlando di contrasto all’evasione e di determinazione della ricchezza ai fini tributari, si dice inutilmente “da domani si farà sul serio”. Il fallimento di tutti questi annunci non dipende tanto da una presunta carenza di “volontà politica”, ma dal semplicismo delle mappe cognitive delle classi politiche e dirigenti, come risulta anche dalle recenti esternazioni, sulla determinazione della ricchezza ai fini tributari”.

Gli effetti della crisi. Un quinto delle società in perdita cronica. Articolo di Cristiano Dell’Oste:

“Una società su cinque ha chiuso il bilancio in rosso dal 2009 al 2011, senza mai raggiungere il pareggio. Detto in un altro modo, su 500mila società di capitali, cooperative e consorzi, ce ne sono più di 100mila che da tre anni registrano una perdita nel conto economico.
Il dato è stato elaborato da Infocamere per il Sole 24 Ore e permette di osservare da un’angolatura inedita la realtà economica italiana: a parte l’agricoltura, l’incidenza più alta delle perdite si trova tra le società immobiliari e quelle operanti nel campo della ristorazione e della ricettività alberghiera. In tutti e tre questi settori, un bilancio su quattro non vede profitti (almeno) dal 2008. All’estremo opposto, invece, ci sono le società che si occupano di informatica e comunicazione, quelle attive nella sanità e nell’assistenza sociale e quelle che svolgono servizi professionali, scientifici e tecnici: qui la percentuale di realtà in rosso “sistematico” scende intorno al 15 per cento”.

Il Messaggero: “Berlusconi contro tasse e Ue”. La politica che muore tra sprechi e favori. Editoriale di Giovanni Sabbatucci:

“Il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, interpellato dalla «Stampa» sulle auto blu con autista di cui disporrebbe a spese del contribuente (una sola secondo lui, due secondo il suo vice che ora lo accusa), risponde senza fare una piega: «Si tratta di un mio diritto. Uno dei benefit che spettano alla mia carica istituzionale». Non è certo la più grave e la più scandalosa delle storie che ci sono state raccontate in questi giorni su fasti e nefasti della casta regionale laziale. Ma è forse la più significativa: più di quelle ripetitivamente pittoresche su banchetti a base di ostriche e champagne, soggiorni in alberghi a cinque stelle, amanti vere o presunte”. 

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