(Foto Ansa)
Una piccola modifica chimica può bastare a trasformare il caos in ordine, dando vita a strutture coordinate e capaci di organizzarsi autonomamente. È quanto dimostra uno studio dell’Università di Trento, realizzato in collaborazione con le università Sorbona di Parigi e di Copenaghen, che ha osservato come variazioni minime nella composizione della materia soffice possano determinarne il comportamento collettivo.
La ricerca, pubblicata sulla rivista NPJ Soft Matter, apre nuove prospettive per lo sviluppo di materiali intelligenti di prossima generazione, capaci di adattarsi all’ambiente, assemblarsi autonomamente e persino autoripararsi. Applicazioni possibili vanno dalla robotica soft ai tessuti rigenerativi per le protesi, fino a componenti meccanici e sensori in grado di riparare microfratture.
Per dimostrarlo, i ricercatori hanno studiato 50 gocce d’olio depositate sull’acqua, capaci di muoversi autonomamente grazie al rilascio di una sostanza. Venticinque sono state colorate di blu e altrettante di rosso. Una differenza apparentemente insignificante, che ha modificato leggermente la superficie delle gocce e la loro velocità. Dopo una fase iniziale di collisioni casuali, quelle blu hanno rallentato e cominciato ad aggregarsi. Le rosse, ancora attive, le hanno progressivamente circondate, formando una struttura ordinata: un nucleo blu protetto da una corona rossa. “È un perfetto esempio di ‘fenomeno emergente’, proprio come avviene in natura con gli stormi di uccelli”, spiegano i ricercatori. “Il singolo individuo non ha una visione d’insieme e segue regole locali, ma il gruppo si muove come un unico organismo coordinato”.