Scienza

Onu, l’intelligenza artificiale avanza negli arsenali: “La guerra condotta dalle macchine si avvicina”

L’intelligenza artificiale rischia di rendere le guerre sempre più difficili da controllare, riducendo il margine di intervento umano nelle decisioni militari e aumentando i pericoli di escalation, anche sul fronte nucleare. È l’allarme lanciato dalle Nazioni Unite, mentre gli Stati sono ancora impegnati a definire regole adeguate per governare l’impiego di queste tecnologie negli arsenali.

L’allarme dell’Onu

“La guerra condotta dalle macchine si sta avvicinando sempre di più” e non siamo lontani dall’utilizzo di robot completamente autonomi capaci di prendere di mira e uccidere esseri umani, ha affermato Robin Geiss, direttore dell’Istituto delle Nazioni Unite per la ricerca sul disarmo (Unidir).

L’intelligenza artificiale è ormai coinvolta in numerose fasi delle operazioni militari, dall’analisi dell’intelligence all’identificazione dei bersagli, fino al pilotaggio dei droni e agli attacchi informatici. L’accelerazione dei processi decisionali, ha avvertito Geiss, rischia di lasciare sempre meno spazio al giudizio umano.

“I sistemi di intelligenza artificiale, il cui funzionamento a volte rimane opaco – aggiunge l’Onu – introducono nuovi rischi di errore, calcolo errato e involontaria escalation”.

Un’altra criticità riguarda la concentrazione delle capacità tecnologiche. “Un numero limitato di Stati e aziende private sta sviluppando tecnologie in grado di influenzare la sicurezza dell’intero pianeta, senza che i tradizionali meccanismi di controllo degli armamenti vengano adattati a questa nuova realtà”.

Per affrontare il problema, l’Unidir sta elaborando un quadro di riferimento per una condotta aziendale responsabile e organizzerà un forum con governi, imprese, ricercatori e società civile, per favorire il dialogo sulle implicazioni militari dell’intelligenza artificiale.

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Gianluca Pace