Scienza

Sacrifici umani, gli Inca drogavano i bambini con coca e alcol prima di ucciderli

L’alcol e le sostanze derivate dalla coca facevano parte dei rituali con cui gli Inca preparavano i bambini destinati ai sacrifici umani. A rivelarlo è uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Antiquity, che ha individuato tracce di diverse sostanze psicoattive nei capelli e nelle unghie di otto bambini e adolescenti sacrificati circa 500 anni fa sulle Ande. La ricerca è stata coordinata dall’Università Cattolica di Santa Maria ad Arequipa, in Perù.

Lo studio

Le analisi hanno rilevato cocaina e benzoilecgonina, un suo metabolita, confermando il consumo di foglie di coca, una pratica profondamente radicata nella cultura andina. La loro masticazione potrebbe aver aiutato i piccoli a sopportare le fatiche dei lunghi viaggi attraverso le montagne prima delle cerimonie.

Sono state individuate anche tracce di cocaetilene, una sostanza che si forma nel fegato quando alcol e cocaina vengono assunti insieme. Le bevande alcoliche erano probabilmente a base di chicha, una birra di mais fermentata utilizzata nei rituali religiosi.

Particolarmente significativa la scoperta, nelle unghie di una quattordicenne conosciuta come la Fanciulla di Ampato o Juanita, dell’armina, composto presente anche nella Banisteriopsis caapi, pianta amazzonica utilizzata per preparare l’ayahuasca.

L’assenza di altre sostanze allucinogene suggerisce che queste sostanze servissero soprattutto ad alleviare le sofferenze fisiche ed emotive dei bambini, non a provocare visioni.

Published by
Gianluca Pace