(Foto d'archivio Ansa)
L’obbligo di consenso informato per i tatuaggi entra nel pacchetto di misure per la prevenzione del melanoma. È una delle principali novità contenute nel disegno di legge bipartisan approvato all’unanimità dal Senato, che istituisce la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma, fissata al primo sabato di maggio di ogni anno. Una scelta che punta a rafforzare la consapevolezza sui rischi legati anche alla pratica dei tatuaggi, che in alcuni casi possono ostacolare una diagnosi tempestiva dei tumori cutanei.
Come spiegato in Aula dalla senatrice di Forza Italia Daniela Ternullo, “il melanoma è un male evitabile, se si adottano determinate precauzioni, ed è guaribile, se scoperto per tempo e curato nel modo appropriato”. Proprio per questo, ha aggiunto, “poiché esiste un rischio clinico indiretto causato dai tatuaggi, in Commissione è stato anche approvato un emendamento che prevede il consenso informato, e quindi una maggiore informazione, sul ruolo che possono avere gli inchiostri sulla pelle delle persone tatuate”.
Il provvedimento prevede che i tatuatori informino i clienti, con documentazione scritta, sui possibili effetti sulla salute legati all’esecuzione e alla rimozione dei tatuaggi. La dichiarazione di consenso dovrà essere firmata e conservata, mentre entro sei mesi il ministero della Salute definirà linee guida e modalità operative.
Secondo i dermatologi, i nei non andrebbero mai tatuati e occorre mantenere una distanza di sicurezza, perché l’inchiostro – soprattutto quello nero – può mascherare eventuali mutazioni. Un rischio maggiore per chi ha familiarità con il melanoma. Il ddl introduce anche campagne informative e screening mirati. Per Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma, si tratta di “un buon inizio”, ma avverte che “la prevenzione del melanoma non può fermarsi a una giornata simbolica: deve diventare pratica continuativa e parte integrante delle politiche di sanità pubblica”.