(Foto Ansa)
La corsa, anche quando praticata a un ritmo molto blando e per un periodo limitato, potrebbe avere effetti immediati non soltanto sullo stato d’animo, ma anche sulle capacità cognitive. A evidenziarlo sono i risultati di una ricerca che ha osservato l’attività cerebrale durante e dopo l’esercizio fisico.
In particolare, alcune aree della corteccia prefrontale, la regione del cervello coinvolta nei processi di pensiero di alto livello e nelle decisioni, risultavano molto più attive rispetto a prima dell’attività fisica. Un dato che suggerisce come anche una breve sessione di corsa possa produrre cambiamenti misurabili nel funzionamento cerebrale.
L’aspetto forse più sorprendente emerso dallo studio riguarda però il rapporto tra i movimenti del corpo e il miglioramento dell’umore. I ricercatori hanno infatti osservato una correlazione tra l’entità dei movimenti verticali della testa durante la corsa e gli effetti positivi registrati sullo stato d’animo.
“I nostri risultati offrono una buona notizia”, ha evidenziato il professor Soya. “Correre al ritmo più blando possibile, per soli 10 minuti, è sufficiente a migliorare l’umore e ad affinare le funzioni cognitive”.
Secondo i ricercatori, dunque, non sarebbe necessario sottoporsi ad allenamenti particolarmente intensi o prolungati per ottenere benefici a livello mentale: anche una corsa di appena dieci minuti, se praticata a bassa intensità, potrebbe contribuire a rendere più attivo il cervello e a migliorare il benessere psicologico.