Cambio dell'ora, dormiremo un'ora in più ma potremmo sentirci stanchi: ecco perché (blitzquotidiano.it)
È arrivata l’ora solare. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre le lancette sono tornate indietro di un’ora: alle 3 sono state riportate alle 2, regalandoci un’ora in più di sonno. Eppure, al risveglio, non tutti potrebbero sentirsi più riposati. Sonnolenza, difficoltà di concentrazione e una sensazione di stanchezza possono accompagnare il cambiamento, anche se in genere gli eventuali disagi sono temporanei. Il motivo è legato al nostro orologio biologico, che non si adegua automaticamente al nuovo orario.
Sulla carta, il ritorno all’ora solare è favorevole per chi ama dormire: nella notte tra sabato e domenica è possibile trascorrere un’ora in più a letto senza modificare l’orario indicato dall’orologio. Questo, però, non significa necessariamente svegliarsi più riposati.
Il sonno non dipende soltanto dal numero di ore trascorse a letto. Contano anche la qualità del riposo, la regolarità degli orari e la sincronizzazione tra i ritmi biologici e quelli imposti dalla vita quotidiana.
Chi è abituato a svegliarsi a una determinata ora potrebbe continuare a percepire il risveglio secondo il ritmo precedente, almeno inizialmente. Inoltre, un’ora di sonno in più non basta a compensare un eventuale deficit accumulato durante la settimana.
Per alcune persone, quindi, la domenica del cambio dell’ora può iniziare con una sensazione di maggiore sonnolenza o con la necessità di qualche ora per sentirsi pienamente attive. Altre, invece, potrebbero non avvertire alcuna differenza.
Il nostro organismo segue un ciclo interno di circa 24 ore, chiamato ritmo circadiano, che contribuisce a regolare il sonno e la veglia, la temperatura corporea e numerosi processi fisiologici.
Uno dei segnali più importanti per sincronizzare questo orologio è la luce naturale. La luce del mattino aiuta a regolare il ritmo sonno-veglia, mentre la diminuzione della luminosità serale favorisce i processi che preparano l’organismo al riposo.
Con il ritorno all’ora solare cambia la distribuzione della luce rispetto all’orario ufficiale: il sole sorge e tramonta prima rispetto all’ora indicata dagli orologi durante il periodo dell’ora legale. Il nostro organismo, tuttavia, non modifica istantaneamente tutte le proprie abitudini.
Il cambiamento può essere più evidente in chi ha orari di sonno irregolari, difficoltà a riposare o una predisposizione a coricarsi e svegliarsi tardi. La risposta, comunque, varia molto da persona a persona.
Nelle ore successive al cambio dell’ora, alcune persone possono avvertire una sensazione di affaticamento, una maggiore difficoltà a concentrarsi o il bisogno di andare a dormire prima del solito.
Tra i possibili disturbi temporanei ci sono:
Non si tratta di conseguenze inevitabili e non è detto che siano tutte legate al cambio dell’ora. Per molte persone il passaggio autunnale è ben tollerato e gli eventuali disagi si riducono in breve tempo.
È inoltre importante distinguere gli effetti del cambio dell’ora dalla progressiva diminuzione delle ore di luce tipica dell’autunno, che dipende dal ciclo stagionale e non soltanto dallo spostamento delle lancette.
La prima giornata con l’ora solare può essere l’occasione per riprendere alcune abitudini utili al benessere e al riposo, senza cercare di modificare tutto in una volta.
Esporsi alla luce naturale al mattino. Una passeggiata all’aperto o una colazione vicino a una finestra luminosa possono aiutare a sincronizzare il ritmo sonno-veglia. Approfittare della luce naturale nelle prime ore della giornata è particolarmente utile quando le giornate si accorciano.
Mantenere orari regolari. Anche se si è dormito un’ora in più, è preferibile non stravolgere gli orari dei pasti, delle attività e del riposo. Una routine relativamente costante aiuta a mantenere stabile il ritmo biologico.
Fare movimento, senza esagerare. Una camminata o un’attività fisica leggera possono contribuire al benessere generale. Se ci si sente particolarmente stanchi, non è necessario forzare l’allenamento.
Prestare attenzione alla caffeina. Un caffè al mattino può aiutare temporaneamente a sentirsi più vigili, ma non sostituisce il sonno. È preferibile evitare di consumare caffeina nelle ore serali, soprattutto se si è sensibili ai suoi effetti.
Non cercare di recuperare tutto in un giorno. Se il riposo non è stato sufficiente, è meglio tornare gradualmente a una routine regolare piuttosto che alternare notti molto lunghe e notti troppo brevi.
Non esiste una durata uguale per tutti. Alcune persone si abituano al nuovo orario senza particolari difficoltà, mentre altre possono avvertire piccoli cambiamenti nel sonno o nella vigilanza per alcuni giorni.
Il passaggio autunnale viene generalmente tollerato meglio rispetto a quello primaverile, quando si perde un’ora di sonno. Questo non significa, però, che l’ora solare provochi necessariamente stanchezza o che tutti debbano attraversare una fase di adattamento.
Se la sonnolenza è intensa, persiste nel tempo o interferisce con le normali attività, è importante non attribuirla automaticamente al cambio dell’ora. In questi casi è opportuno parlarne con il medico, soprattutto se sono presenti anche difficoltà di sonno ricorrenti.
Particolare prudenza è necessaria alla guida: se ci si sente assonnati, è meglio evitare di mettersi al volante o fermarsi in sicurezza quando la sonnolenza compare durante il viaggio.