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Chirurgia, allarme carenza di specialisti: entro 5 anni diverse aree d’Italia rischiano di restare senza chirurghi

Anche la chirurgia italiana rischia di fare i conti con una grave carenza di specialisti. Nei prossimi cinque anni, diverse aree del Paese potrebbero trovarsi senza un numero sufficiente di chirurghi, complice l’età avanzata di molti professionisti e la difficoltà di attrarre giovani medici. Attualmente, infatti, uno specialista su due ha più di 60 anni, mentre nel 2026 è rimasto vacante un terzo dei posti disponibili nelle scuole di specializzazione, con situazioni particolarmente critiche in città come L’Aquila e Udine.

L’allarme

L’allarme è stato lanciato durante il 128° Congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia (Sic), in corso a Roma. Secondo le stime, entro cinque anni i medici prossimi alla pensione supereranno numericamente i giovani specialisti. Una tendenza che potrebbe compromettere l’accesso alle cure: su circa 650mila interventi di chirurgia generale eseguiti ogni anno, uno su dieci potrebbe diventare più difficile da garantire, proprio mentre la domanda di prestazioni chirurgiche è destinata ad aumentare del 12%.
Per invertire la rotta, la Sic chiede interventi immediati: “Servono subito maggiori tutele giuridiche, accesso più ampio alle nuove tecnologie e più incentivi economici”. Sulla stessa linea il ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha definito la chirurgia un “pilastro della Sanità pubblica”. Tra le cause della scarsa attrattività della professione, il ministro ha indicato anche problemi organizzativi e il contenzioso legale, ricordando l’impegno per uno scudo penale stabile e lo stanziamento di 120 milioni di euro l’anno per le specializzazioni meno richieste.

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Gianluca Pace