(Foto Ansa)
Cucinare almeno una volta a settimana può ridurre in modo significativo il rischio di demenza negli anziani, con effetti ancora più marcati tra chi ha poca dimestichezza ai fornelli. È quanto emerge da uno studio pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health e condotto in Giappone dall’Istituto di Scienze di Tokyo.
Negli ultimi anni, il ricorso a ristoranti, cibi pronti e surgelati ha progressivamente sostituito la cucina domestica. Tuttavia, per le persone anziane preparare i pasti rappresenta non solo un’attività fisica, ma anche un importante esercizio mentale. La ricerca ha coinvolto 10.978 individui over 65, seguiti per sei anni nell’ambito del Japan Gerontological Evaluation Study. I partecipanti hanno indicato la frequenza con cui cucinavano e il loro livello di abilità, come sbucciare o preparare ingredienti.
Circa la metà cucinava almeno cinque volte a settimana, mentre oltre un quarto non cucinava mai. Durante il periodo di osservazione, 1.195 persone (l’11% del campione) hanno sviluppato demenza.
I risultati mostrano che cucinare da zero almeno una volta a settimana è associato a una riduzione del rischio del 23% negli uomini e del 27% nelle donne. Tra chi ha minori competenze culinarie, il rischio si riduce fino al 67%.
“Creare un ambiente che favorisca la preparazione dei pasti negli anziani può essere cruciale per prevenire la demenza”, concludono i ricercatori.