Delega digitale: il nostro agente IA ha già iniziato a comprare al posto nostro. E i banner non li vede proprio (foto Ansa-Blitzquotidiano)
L’accelerazione impressa dall’intelligenza artificiale dà le vertigini, siamo arrivati al punto che i chatbot ci hanno superato – noi umani si capisce – anche nelle ricerche sul web, per cui il 57,4% delle richieste arriva da sistemi automatizzati.
Vertigine o principio d’ansia che sia, il paesaggio, meglio, l’ecosistema digitale sta mutando ancora e siamo già entrati nella fase della remissione al nostro agente IA delle decisioni che ci riguardano.
Basta un modello di intelligenza artificiale da scaricare sul computer (per esempio il software open source OpenClaw, creato dall’imprenditore austriaco Peter Steinberger) a cui dare le chiavi di accesso di tutta la propria vita privata e professionale. Una delega al nostro agente IA.
Eppure il futuro è dell’IA che si muove da sola, agentica e sicura. Ne è convinta Nvidia, che ha presentato un proprio progetto basato su OpenClaw, Microsoft che ha fatto lo stesso con Scout e OpenAI, che nel suo portafoglio ha l’agente autonomo Operator che naviga e compie azioni sul web.
Matthew Prince, co-fondatore e amministratore delegato di Cloudflare, lega il particolare momento alla “teoria dell’internet morto”, secondo cui, a causa dell’avvento dell’intelligenza artificiale, il web sarà un giorno composto in gran parte da bot che interagiscono tra loro, con gli esseri umani e i loro contenuti che diventeranno irrilevanti.
Ma “i bot non cliccano sugli annunci pubblicitari”, le sue parole a Nbc News. Un problema? Per come è concepito il modello tradizionale di internet si, perché ci si aspetta che le persone clicchino sui banner per portare pubblicità agli investitori.
Ed ecco che nella delega agentica, potrebbero essere le IA a compiere questa attività al posto nostro. “Sarebbero i bot a pagare per accedere ai contenuti a pagamento”, dice Prince, che poi rilancia, “da un certo punto di vista, potremmo essere alle soglie di una nuova età dell’oro di internet”.
“Prima è cambiato il motore di ricerca. Poi è cambiato l’ecosistema. Oggi cambia il soggetto che prende le decisioni: non è più la persona, ma il suo agente AI”, spiega Paolo M. Luino, General Manager EMEA di Kitsune e tra i più autorevoli esperti internazionali di digital strategy (intervistato dal sito specializzato BitMAT).
Un agente impermeabile alle “vecchie” strategie promozionali perché interessato solo a macinare dati, il più strutturati possibile altrimenti passa ad altro alla velocità della luce.
“Un agente non si lascia convincere – prosegue Luino su BitMAT -. Non guarda il design, non legge headline emozionali, non si ferma sullo storytelling. Cerca informazioni. E le vuole trovare subito, in forma chiara, strutturata, confrontabile”. L’architettura dei siti deve guardare a lui, noi umani deleganti siamo già fuori posto.