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Hai la pressione alta ma mangi poco sale? Il problema potrebbe essere nascosto in questi alimenti

Metti poco sale nell’acqua della pasta, non aggiungi quasi mai sale a tavola e cerchi di cucinare in casa. Eppure la pressione continua a essere alta. Una situazione tutt’altro che rara, perché il sale che aggiungiamo con la saliera è solo una parte della storia.

Il problema può essere il sodio già presente negli alimenti che mangiamo ogni giorno, spesso senza che ce ne accorgiamo. Pane, prodotti confezionati, salumi, formaggi, sughi pronti, zuppe, snack e pasti consumati fuori casa possono contribuire in modo significativo all’assunzione quotidiana di sodio, anche quando il cibo non sembra particolarmente salato.

Il Ministero della Salute ricorda che una parte importante del sale assunto proviene proprio dagli alimenti trasformati, mentre l’OMS raccomanda agli adulti di non superare 5 grammi di sale al giorno, considerando sia quello aggiunto sia quello già contenuto nei prodotti.

Pressione alta e sale: perché togliere la saliera può non bastare

Quando si parla di ipertensione, il primo consiglio è spesso “mangia meno sale”. È corretto, ma rischia di essere interpretato in modo troppo semplice.

Si può eliminare completamente la saliera dalla tavola e continuare comunque ad assumere quantità elevate di sodio. Il motivo è che il sodio viene utilizzato dall’industria alimentare e nella ristorazione per diversi scopi: insaporire, conservare, migliorare consistenza e durata dei prodotti.

Secondo i dati del CDC, gran parte del sodio nella dieta proviene da alimenti confezionati, pronti o preparati fuori casa, non dal sale aggiunto direttamente dal consumatore. Anche alimenti che non hanno un sapore decisamente salato possono contribuire molto, soprattutto perché vengono consumati frequentemente.

Questo significa che non conta soltanto quanto sale aggiungiamo a un singolo pasto. Conta la somma di tutte le piccole quantità di sodio assunte durante la giornata.

Il pane può essere uno degli alimenti più insospettabili

Il pane può essere uno degli alimenti più insospettabili (blitzquotidiano.it)

Il pane è un esempio perfetto. Una singola fetta può non contenere una quantità enorme di sale, ma chi lo consuma a colazione, pranzo e cena può accumulare quantità significative di sodio.

Lo stesso principio vale per altri alimenti di uso quotidiano: crackers, grissini, prodotti da forno, cereali e preparazioni a base di cereali. Non è necessario eliminarli, ma è utile confrontare prodotti diversi e controllare l’etichetta.

Il CDC sottolinea proprio questo punto: alcuni alimenti possono essere fonti importanti di sodio non perché ne contengano quantità eccezionali in una singola porzione, ma perché vengono mangiati molto spesso.

Salumi, formaggi e prodotti pronti: qui il sodio è più facile da trovare

Alcuni alimenti sono invece fonti più evidenti. Salumi e carni lavorate, snack salati, dadi da brodo, salse, cibi in scatola, piatti pronti e molti prodotti della ristorazione possono contenere quantità elevate di sodio.

Anche il formaggio merita attenzione. Non significa che debba essere escluso dalla dieta, ma le quantità e la frequenza possono fare la differenza, soprattutto in chi deve controllare la pressione.

Il Ministero della Salute indica tra gli alimenti da limitare in caso di consumo eccessivo di sale proprio prodotti trasformati come snack salati, dadi da brodo, salsa di soia, salumi, sughi pronti e cibi precotti o in scatola.

Un’altra fonte facilmente sottovalutata è il pasto consumato fuori casa. Pizza, panini, zuppe, piatti pronti e condimenti possono concentrare il sodio proveniente da diversi ingredienti nella stessa porzione. L’American Heart Association ricorda che una parte consistente del sodio alimentare deriva proprio da cibi preparati, confezionati e della ristorazione.

Non è solo questione di sale aggiunto: attenzione anche agli alimenti ultra-processati

Ridurre il sale non significa semplicemente mangiare tutto “sciapo”. Può voler dire soprattutto modificare la qualità complessiva della dieta.

Una ricerca pubblicata sulla rivista Hypertension ha osservato, in un ampio studio di coorte, un’associazione tra un maggiore consumo di alimenti ultra-processati e un rischio più elevato di sviluppare ipertensione. Uno studio osservazionale non può dimostrare un rapporto diretto di causa-effetto, ma il risultato si inserisce in un quadro più ampio: questi prodotti possono contribuire a una dieta ricca di sodio e altri componenti associati a una peggiore salute cardiovascolare.

Come capire quanto sodio stiamo davvero mangiando

La soluzione più utile non è eliminare indiscriminatamente tutti gli alimenti contenenti sale. È imparare a guardare l’insieme.

Quando si acquistano prodotti confezionati, conviene confrontare il contenuto di sale o sodio tra marche diverse. Due prodotti apparentemente simili possono avere valori molto differenti. Anche la dimensione della porzione indicata in etichetta è importante.

Una strategia efficace può essere privilegiare più spesso alimenti freschi o poco trasformati e utilizzare erbe aromatiche, spezie, limone e altri ingredienti per insaporire. Per legumi e verdure in scatola, quando appropriato, può essere utile scegliere versioni senza sale aggiunto o sciacquare il prodotto.

Sarebbe però sbagliato attribuire ogni caso di ipertensione esclusivamente al sodio. La pressione arteriosa dipende da molti fattori, tra cui età, predisposizione individuale, peso corporeo, attività fisica, consumo di alcol e alcune condizioni mediche. Inoltre, alcune persone sono più sensibili agli effetti del sodio rispetto ad altre.

Ridurre il sodio può aiutare a controllare la pressione e a ridurre il rischio cardiovascolare, ma non deve sostituire i farmaci prescritti o le indicazioni del medico. L’OMS conferma che la riduzione dell’apporto di sodio è una misura efficace per abbassare la pressione arteriosa negli adulti.

La conclusione, quindi, è semplice: se hai la pressione alta e pensi di mangiare poco sale, non fermarti alla saliera. Il primo passo potrebbe essere controllare ciò che arriva in tavola già pronto. Per molte persone, è proprio lì che si nasconde una parte importante del problema.

Published by
Claudia Montanari