Ictus, un semplice test con IA può prevedere il rischio fino a 15 anni prima: la svolta della medicina preventiva (blitzquotidiano.it)
Le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare una delle principali cause di morte nel mondo, ma una nuova tecnologia basata sull’intelligenza artificiale potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui vengono prevenute. Un gruppo di ricercatori della University of Hong Kong ha infatti sviluppato un innovativo sistema predittivo capace di individuare con largo anticipo le persone più esposte al rischio di ictus, insufficienza cardiaca e altre patologie cardiovascolari.
Secondo gli studiosi, questo nuovo strumento potrebbe identificare i soggetti vulnerabili addirittura fino a 15 anni prima della comparsa dei sintomi. Un risultato che, se confermato su larga scala, potrebbe aprire la strada a una nuova era della medicina preventiva.
Il modello sviluppato dai ricercatori prende il nome di CardiOmicScore ed è stato progettato per analizzare enormi quantità di dati biologici attraverso tecnologie di deep learning. A differenza dei tradizionali sistemi di valutazione del rischio cardiovascolare, che si concentrano principalmente su fattori come età, pressione arteriosa o familiarità genetica, questo nuovo approccio punta a creare una fotografia molto più completa dello stato di salute di ogni individuo.
L’obiettivo è identificare segnali invisibili ai normali controlli clinici, intercettando alterazioni biologiche che potrebbero anticipare l’insorgenza di malattie cardiovascolari anche molti anni prima.
Per farlo, il sistema utilizza migliaia di marcatori molecolari legati al metabolismo, al sistema immunitario e alla salute dei vasi sanguigni. Questi dati vengono elaborati da un algoritmo di intelligenza artificiale addestrato a riconoscere schemi e combinazioni associate allo sviluppo di patologie cardiocircolatorie.
Infarto, ictus e insufficienza cardiaca continuano ad avere un impatto enorme sulla salute pubblica. Nonostante i progressi della medicina, molte persone scoprono di avere un problema cardiovascolare solo dopo la comparsa dei primi sintomi, quando il danno è già iniziato.
Uno dei principali limiti dei metodi tradizionali è proprio la difficoltà di individuare il rischio reale nelle fasi iniziali. Parametri come colesterolo alto o ipertensione restano fondamentali, ma non sempre riescono a raccontare cosa stia accadendo all’interno dell’organismo nel corso degli anni.
Secondo i ricercatori, serviva quindi uno strumento capace di monitorare in modo dinamico l’evoluzione della salute cardiovascolare, tenendo conto anche dell’influenza di alimentazione, stile di vita, infiammazione e cambiamenti metabolici.
Per sviluppare il nuovo modello, gli studiosi hanno utilizzato i dati della UK Biobank, uno dei più grandi database sanitari al mondo, che raccoglie informazioni cliniche e biologiche di centinaia di migliaia di persone.
L’intelligenza artificiale è stata addestrata ad analizzare una vasta quantità di informazioni molecolari per individuare correlazioni invisibili all’occhio umano. In questo modo il sistema riesce a creare un profilo di rischio personalizzato per ciascun paziente.
Il test sarebbe in grado di prevedere il rischio di sviluppare diverse malattie cardiovascolari, tra cui:
Secondo quanto riportato dai ricercatori, il sistema avrebbe mostrato una precisione superiore rispetto ai tradizionali modelli di previsione utilizzati oggi nella pratica clinica.
La vera forza di questa tecnologia potrebbe essere il fattore tempo. Riuscire a individuare un rischio elevato fino a 15 anni prima significherebbe poter intervenire quando la malattia non si è ancora manifestata.
In molti casi, modificare alcune abitudini quotidiane può ridurre sensibilmente il rischio cardiovascolare. Alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, stop al fumo e controllo del peso restano infatti tra le strategie più efficaci per proteggere cuore e arterie.
Con uno strumento di questo tipo, i medici potrebbero identificare prima i soggetti più vulnerabili e impostare percorsi di prevenzione personalizzati, riducendo potenzialmente il numero di infarti e ictus negli anni successivi.
Anche il monitoraggio potrebbe diventare più preciso, grazie a una valutazione continua e aggiornata dello stato di salute del paziente.
Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più importante nel settore sanitario. Oltre alla diagnosi precoce delle malattie cardiovascolari, gli algoritmi vengono già utilizzati per analizzare immagini radiologiche, individuare tumori nelle fasi iniziali e supportare i medici nella scelta delle terapie.
La capacità di elaborare enormi quantità di dati in tempi rapidissimi rende queste tecnologie particolarmente utili nei campi in cui la prevenzione può fare la differenza.
Nel caso delle malattie cardiovascolari, intervenire in anticipo è fondamentale. Molti eventi gravi come ictus o infarto arrivano infatti senza segnali evidenti, colpendo anche persone che non sanno di essere a rischio.
Un sistema capace di prevedere questi eventi con largo anticipo potrebbe quindi avere un impatto enorme sulla salute pubblica.
Anche se la genetica può influenzare la probabilità di sviluppare malattie cardiache, gli esperti ricordano che molti fattori di rischio dipendono dallo stile di vita.
Tra quelli più comuni ci sono:
Proprio per questo la prevenzione resta uno degli strumenti più importanti. Individuare precocemente le persone a rischio permette di intervenire prima che compaiano danni irreversibili a cuore e vasi sanguigni.