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Il consiglio musicale del mese: Tedeschi Trucks Band, Future Soul

Il consiglio musicale del mese di giugno è ancora una volta una novità: Future Soul, il nuovo album prodotto dalla Tedeschi Trucks Band a inizio anno. Già il mese scorso vi ho presentato l’ultima opera partorita da Suzi Quatro, Freedom, uscita all’inizio di quest’anno. Ma il 2026, già nella prima metà, ci ha regalato una discreta quantità di gemme musicali, che vale davvero la pena approfondire.

La Tedeschi Trucks Band è una band americana nata ufficialmente nel 2010. Il loro primo album Revelator del 2011 è un esordio “col botto”, che vince subito un Grammy come miglior album blues dell’anno. Il gruppo nasce dalla fusione di due band, una guidata da Susan Tedeschi, l’altra da Derek Trucks, e dall’unione dei due leader anche nella vita privata, dato che si sono sposati qualche anno prima di decidere di suonare anche insieme.

Susan Tedeschi è una eccezionale chitarrista e cantante di ambito blues. Nel 1993, a ventitré anni, fonda la Susan Tedeschi Band, con la quale suona insieme a moltissimi grandi nomi del blues, facendo l’apertura anche ai concerti dei Rolling Stones nel tour del 2003. Dal 2000 in poi, ha collezionato una serie infinita di nomination a premi e di riconoscimenti negli Stati Uniti.

Derek Trucks è un chitarrista blues di enorme talento, un bambino prodigio che già a tredici anni si è ritrovato a suonare con Buddy Guy. Nel 1994 fonda la Derek Trucks Band, guadagnandosi una notevole reputazione, soprattutto per l’uso della slide guitar. Nel 1999 entra a far parte della Allman Brothers Band, con la quale incide tre album fino al 2004.

La Allman Brothers Band, oltre ad essere uno dei gruppi più longevi e importanti della scena blues e southern rock, è spesso annoverata anche tra le jam band, per l’abitudine di lasciare molto spazio alle improvvisazioni, di dare particolare importanza alle esecuzioni dal vivo e di eseguire spesso versioni diverse dello stesso brano in diversi concerti. Non c’è dubbio che la filosofia degli Allman Brothers sia stata assorbita da Derek Trucks e che sia un punto di riferimento anche per Susan Tedeschi.

In pieno stile statunitense, la Tedeschi Trucks Band tende spesso a fare le cose in grande. La produzione precedente, I Am the Moon del 2022, è ad esempio un quadruplo album che contiene ben ventiquattro brani originali. Inoltre, è stato pubblicato in quattro puntate nel corso dell’anno.

Insomma, si tratta di una band con una storia importante, guidata da due leader di riconosciuto talento. Eppure, come spesso succede purtroppo da noi con il blues, non sono in molti a scomodarsi a parlarne. Capita anche che album di blues acclamati negli Stati Uniti siano difficili da trovare qui da noi, nei pochi negozi di dischi rimasti. Spero, con questo ed altri articoli simili, di contribuire nel mio piccolo a far tornare l’attenzione su un genere e una tradizione musicale che non è mai morta, ma anzi si propone ancora oggi come una delle frontiere da cui provengono le sperimentazioni più interessanti.

Future Soul è il sesto album della Tedeschi Trucks Band e, a mio personale parere, uno dei migliori. La title track è un brano di rock blues energico, caratterizzato da riff importanti e da una vocalità potente, che nella strofa viene doppiata dalla chitarra. Nel video vi propongo una esecuzione dal vivo in uno studio radiofonico americano. Ma per i più curiosi, vi invito ad andare a scoprire altre versioni dello stesso brano, per poter apprezzare le differenze di esecuzione, in particolar modo negli assoli di chitarra di Derek Trucks.

Nascita di una superband

Chi osserva l’universo con telescopi e lenti può rimanere affascinato dalla nascita di una supernova, un’esplosione tanto potente da poter dare vita a interi sistemi solari. Chi invece osserva e ascolta con attenzione il multiverso della musica ha potuto vedere nella formazione della Tedeschi Trucks Band la nascita di una superband: chissà se le ripercussioni possono essere altrettanto potenti.

Nella Tedeschi Trucks Band si incontrano e fondono due grandi talenti, due colossi della scena rock blues americana. Ma con loro si uniscono anche due band. Come avrete già notato dal video precedente, ne viene fuori una superband con ben due batterie, proprio come nella Allman Brothers Band.

In totale, i musicisti che prestano la loro arte alla creazione della Tedeschi Trucks Band sono non meno di dodici, fra coristi, polistrumentisti, fiatisti e percussionisti. E nessuno di loro sfigurerebbe come leader della propria band: si tratta di musicisti di grande esperienza e notevole maestria.

Future Soul è un album in cui il blues viene accostato al rock blues, al soul, a tutti i generi che potremmo definire “limitrofi”. I Got You è il primo singolo estratto e seconda traccia dell’album. Qui un andamento da ballata country viene mescolato a una melodia più variegata di quella che tipicamente troveremmo in un brano country. Le chitarre inseriscono riff a tradimento, spostando l’ascolto verso atmosfere più rock. E quando meno te lo aspetti, ecco entrare una sezione fiati, su un ritmo dimezzato. Insomma, un brano che è una continua sorpresa, se lo si ascolta con attenzione. E l’assolo finale di Derek Trucks ci dà un’idea del perché sia così famoso.

Il secondo singolo estratto dall’album è la traccia immediatamente successiva nella setlist di Future Soul: Who Am I. Di nuovo, quella che potrebbe dare l’idea di una canzone lenta in stile tipicamente americano, si trasforma ben presto in un brano particolarmente ispirato, arricchito dalle sapienti armonizzazioni della sezione fiati e da una ritmica particolarmente ispirata. Nel video, il brano viene eseguito dal vivo in un concerto del 2025.

I temi di Future Soul

I testi dell’album sono piuttosto criptici, offrendo frammenti di riflessioni e situazioni più che storie. Ma è proprio questa indefinitezza a fondersi con il tessuto sonoro in una maniera che riesce a valorizzare il ruolo della musica nella creazione di atmosfere e chiaroscuri, che sono già di per sé delle vere e proprie storie.

Future Soul propone diversi brani che potrebbero essere etichettati come “ballate”. Ma allo stesso tempo alcuni frammenti emergono dai testi, quasi a indicare un filo rosso che unisce tutti i brani sotto un titolo che non è di certo casuale.

Nella title track, il ritornello recita: “spero che nel tuo futuro ci sia anima, nella tua storia c’è un buco…”. E in uno dei brani più complessi e sofisticati dell’album, Susan Tedeschi canta “non sono il tuo eroe, sono il numero zero”. Hero è un brano che inizia quasi come una canzone grunge, ma con fin troppi contrappunti melodici, sia nelle seconde voci che negli strumenti, e in realtà si sviluppa come un rock blues di gran classe, sempre sorprendente nelle soluzioni adottate per la variazione che fa da coda al brano.

Quale genere?

L’album, come tutta la produzione della band, si muove tra blues, southern rock, soul, tutto il repertorio della tradizione musicale americana. A volte si possono trovare anche elementi che fanno pensare a una jam band, come la formazione anomala, che ricorda le scelte della doppia batteria della Allman Brothers Band, ad esempio.

Ma se vi state chiedendo quale è il genere prevalente in Future Soul, credo sia necessario sottolineare che raramente come in questo caso il genere è al servizio dei musicisti. La band non sceglie di suonare un genere, adattando le proprie caratteristiche alle necessità imposte. Sceglie invece di modellare il genere sulle caratteristiche degli strumentisti nella band.

Così, il tessuto e il linguaggio musicale sono sapientemente calibrati per valorizzare al massimo le qualità dei musicisti, in particolare di Susan Tedeschi e di Derek Trucks. In fin dei conti, non è forse questo uno degli aspetti fondamentali di una tradizione musicale che si rinnova costantemente?

In Under the Knife possiamo ritrovare tutto questo, con una ritmica shuffle tipica del blues più classico, una chitarra che ci porta in atmosfere country e una sezione fiati degna dei migliori lavori di New Orleans. E in tutto questo, si può comunque avere l’impressione di ascoltare un brano di glam rock.

Per concludere, vi propongo quello che forse è il brano più autenticamente blues dell’album: Devil Be Gone. Qui lo shuffle unito al sound della slide guitar ci proietta subito in atmosfere squisitamente blues. Poi però arriva il ritornello, dove si inserisce un’anima soul a trasformare tutto in un brano tipico della produzione della Tedeschi Trucks Band.

Come al solito, i brani che vi ho proposto in questo articolo non sono tutti i brani che compongono l’album. Lascio a voi il piacere di scoprire Future Soul e di ascoltarlo dall’inizio alla fine nell’ordine con cui è stato pensato e costruito.

 

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Published by
Roberto Cruciani